Corte di Giustizia UE, Grande Sezione, 18 giugno 2013, C-681/11
Con sentenza del 18 giugno 2013, C‑681/11, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha enunciato i seguenti principi di diritto relativi alla corretta interpretazione dell’articolo 101 TFUE in materia di concorrenza tra imprese. L’articolo 101 TFUE deve essere interpretato nel senso che un’impresa che abbia violato tale disposizione non può sottrarsi all’inflizione di un’ammenda qualora l’infrazione in parola abbia origine in un errore della
Tribunale di Bolzano, Sez. Brunico, 06 giugno 2013, n. 64
Con sentenza n. 64 del 6.6.2013, Tribunale di Bolzano, Sez. dist. di Brunico, ha risolto una controversia in materia di obbligazioni Lehman Brothers, enunciando i principi di diritto espressi dalle massime di seguito indicate. L’acquisto dei titoli era avvenuto nel 2005, 3 anni prima del default della Lehman Brothers.
Con la sentenza in commento, la Prima Sezione Civile della Corte di cassazione, Relatore il dott. Renato Rordorf, ha occasione di statuire una regola, in punto di forma dei contratti di investimento – e dunque nell’ambito di applicazione dell’art. 23 TUF – felice e convincente, e che appare applicabile anche in punto di forma dei contratti bancari – e dunque nell’ambito di applicazione dell’art. 117 TUB.
Con sentenza n. 141 del 03 maggio 2013 la Corte d’Appello di Trento si pronuncia dichiando la nullità di un contratto interest rate swap (IRS) per difetto di causa in concreto. Nel caso di specie, il contratto, pur avendo dichiaratamente finalità di hedging (riconducibili alla copertura del rischio di tasso d’interesse derivante dall’esposizione debitoria della società investitore), era in realtà caratterizzato da finalità speculative (trading).
Con sentenza n. 1126 del 02 maggio 2013 il Tribunale di Salerno ha affermato il principio secondo cui deve ritenersi viziato da nullità il contratto di swap stipulato con l’intermediario in cui l’alea sia totalmente a carico dell’investitore cliente. I contratti derivati, evidenzia il Tribunale, sono infatti assimilabili alla scommessa, tipico contratto aleatorio.
Cassazione Civile, sez. I, 09 gennaio 2013, n. 350
Con sentenza n. 350 del 09 gennaio 2013 la Corte di Cassazione ha affermato il principio secondo cui, ai fini dell’applicazione dell’art. 644 del codice penale, sul reato di usura, e dell’art. 1815, secondo comma, del codice civile, sulla nullità della clausola del contratto di mutuo che preveda interessi usurai, devono considerarsi usurari gli interessi che superino il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi
Cassazione Civile, Sez. Un., 03 giugno 2013, n. 13905
Con sentenza n. 13905 del 03 giugno 2013 le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione hanno risolto il contrasto in ordine ai limiti di applicabilità del diritto di recesso in caso di offerta fuori sede ex art. 30 del TUF, enunciando il seguente principio di diritto. Il diritto di recesso accordato all’investitore dal sesto comma dell’art. 30 del D.Lgs. n. 58 del 1998 e la previsione di nullità
Cassazione Penale, Sez. V, 09 maggio 2013, n. 20060
La V^ sezione penale della Corte di Cassazione, con sentenza n. 20060 del 09 maggio 2013, n. 20060, ha affermato il principio secondo cui per la responsabilità amministrativa degli enti ex D.Lgs. 231/2001, è necessario che venga compiuto un reato da parte del soggetto riconducibile all’ente, ma non è anche necessario che tale reato venga accertato con individuazione e condanna del responsabile.
Con decreto del 6 marzo 2013 il Tribunale di Reggio Emilia ha espresso alcuni importanti principi in materia di concordato preventivo, riassunti nelle massime di seguito riportate. 1) A seguito del ricorso ex articolo 161 sesto comma, diretto ad ottenere la concessione di un termine per il deposito del piano e della proposta concordataria e della documentazione prevista dall’articolo
Cassazione Civile, Sez. Un., 17 maggio 2013, n. 12110
La declaratoria con cui l’amministrazione – al di fuori della ricorrenza obiettiva dei presupposti per l’esercizio discrezionale del potere di annullamento d’ufficio di cui all’art. 21-nonies della legge n. 241/1990 – affermi la radicale nullità di un proprio precedente atto e l’inidoneità di questo a produrre effetti vincolanti per l’amministrazione medesima non configura un atto autoritativo.