UIF ha pubblicato l’ottavo numero del Quaderno delle Casistiche di riciclaggio, che raccoglie alcune tra le più significative analisi condotte dall’Unità sugli indici caratterizzanti l’operatività anomala, riferite a fenomeni emergenti e a schemi operativi di particolare complessità.
La pubblicazione è uno strumento di supporto per i destinatari degli obblighi antiriciclaggio, a integrazione degli indicatori di anomalia, degli schemi comportamentali e delle comunicazioni della UIF.
Più nel dettaglio, le casistiche di riciclaggio presentate dall’UIF evidenziano i profili di rischio e le criticità delle operatività osservate, anche alla luce degli indicatori di anomalia emanati dall’Unità e, ove possibile, le connesse ipotesi di illecito.
Un ruolo centrale, anche in questa edizione del quaderno, assume il tema dell’abuso delle misure agevolative e della distrazione di fondi pubblici: le casistiche confermano come le risorse destinate al sostegno dell’economia e allo sviluppo del tessuto produttivo continuino a rappresentare un ambito di particolare esposizione a fenomeni di utilizzo improprio.
Si ricorda che, proprio in relazione agli indicatori di anomalia correlati all’operatività dei soggetti obbligati relativa alle agevolazioni (come i finanziamenti assistiti da garanzia pubblica) ed ai contratti pubblici, la nostra Rivista ha organizzato un webinar per il 28 maggio 2026, “Antiriciclaggio: indicazioni UIF per agevolazioni e contratti pubblici – I nuovi indicatori di anomalia della Comunicazione UIF 31 marzo 2026“.
Specifica attenzione è riservata inoltre:
- al rischio di distrazione dei fondi di provenienza comunitaria, che possono essere reimpiegati per finalità diverse da quelle previste o convogliati verso soggetti e iniziative non coerenti con gli obiettivi dei programmi di finanziamento, compromettendo l’efficacia degli interventi e accrescendo la vulnerabilità del sistema
- alla crescente diffusione di schemi fraudolenti, anche di tipo piramidale, in settori innovativi, spesso proposti come opportunità di investimento ad alto rendimento e capaci di attrarre un numero elevato di soggetti: questi schemi, frequentemente veicolati attraverso strumenti digitali, si prestano alla raccolta e alla successiva rapida dispersione dei flussi finanziari con il ricorso a circuiti già rilevati nell’analisi di altre fattispecie illecite
- alle fattispecie di frode realizzate in connessione a operazioni di cartolarizzazione: i casi proposti dimostrano che la complessità delle transazioni e la numerosità degli attori intervenuti possono offrire margini di utilizzo improprio
- al ricorso ai crypto-asset quale strumento di riciclaggio dei proventi di truffe e di finanziamento del terrorismo: le casistiche mostrano come l’impiego di valute virtuali e di infrastrutture decentralizzate possa agevolare operazioni di occultamento e trasferimento di risorse, sfruttandone la rapidità e la dimensione transnazionale
- agli ingenti flussi finanziari, provento di illeciti di varia natura, inviati dall’Italia verso Paesi asiatici, tramite il ricorso all’underground banking o v-IBAN gestiti da PSP con sede legale in Asia.

