UIF ha pubblicato la rassegna normativa relativa al secondo semestre 2025, che approfondisce in particolare le partnership pubblico-privato (PPP) nel settore della prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo (AML/CTF), in aggiunta alla sintesi dei principali provvedimenti a livello internazionale, europeo e nazionale emanati nel corso del semestre.
Negli ultimi anni, per una migliore condivisione delle informazioni AML, in diversi paesi sono state istituite forme eterogenee di partnership di tipo pubblico-privato, tra autorità pubbliche (come le FIU) e soggetti obbligati: trattasi di meccanismi per la condivisione di informazioni consentono infatti di superare la tradizionale modalità di interazione bilaterale che caratterizza la collaborazione tra autorità e destinatari degli obblighi antiriciclaggio in favore di un approccio multilaterale volto a favorire una tempestiva circolarità informativa tra tutti gli stakeholders.
A questi modelli si affiancano forme di partenariato di tipo “private-private”, che si configurano come modalità “orizzontali” di information sharing costituite spontaneamente dagli operatori, prevalentemente banche e altri intermediari, per rafforzare i meccanismi di scambio anche al di fuori del perimetro del gruppo di appartenenza.
Forme di PPP sono state istituite anche in assenza di un quadro normativo a esse specificamente dedicato nella disciplina antiriciclaggio: alcune previsioni sono ora contenute nell’AML Package (artt. 2 e 75 del Regolamento UE/2024/1624) e la loro attuazione potrà rappresentare un forte volano per tali iniziative, consentendo anche il superamento della dimensione domestica in favore di partenariati transnazionali, soprattutto su impulso dell’AMLA.
Nel Regolamento AML citato il partenariato per la condivisione delle informazioni viene definito quale “meccanismo che consente la condivisione e il trattamento delle informazioni tra i soggetti obbligati e, se del caso, le autorità competenti di cui al punto 44), lettere a), b) e c), ai fini della prevenzione e della lotta contro il riciclaggio, i reati presupposto associati e il finanziamento del terrorismo, a livello nazionale o su base transfrontaliera, e indipendentemente dalla forma di tale partenariato” (art. 2, par. 1, punto 57); si rileva quindi l’assenza di un requisito di forma per la costituzione di tali meccanismi di collaborazione.
In particolare, nella rassegna UIF descrive i principali modelli di cooperazione di tipo operativo e strategico già attivi in diversi Paesi, dai quali si ricava come le PPP rappresentino un elemento essenziale per accrescere l’efficacia dell’azione preventiva, grazie alla condivisione strutturata di informazioni e alla collaborazione tra autorità e settore privato; è illustrato, inoltre, il primo modello transnazionale europeo che promuove un approccio integrato nella comprensione dei rischi e nello sviluppo di strumenti comuni.
La rassegna dedica inoltre una particolare attenzione alle iniziative italiane, tra cui il progetto pilota avviato nelle regioni Piemonte e Valle d’Aosta e la recente partnership strategica promossa da UIF, SNA (’Unità di Supervisione e Normativa Antiriciclaggio di Banca d’Italia) e ABI, che offrono un contributo significativo allo sviluppo di forme di cooperazione innovative basate su analisi congiunte, confronto sull’utilizzo di tecnologie avanzate e, soprattutto, rafforzamento del necessario dialogo tra pubblico e privato nel sistema AML/CFT.


