Banca d’Italia ha pubblicato uno studio, nell’ambito delle Questioni di Economia e Finanza, concernente i processi di fusione e acquisizione (M&A) dedicando particolare attenzione agli effetti delle operazioni sulla performance delle imprese coinvolte e alle caratteristiche di queste ultime.
Le operazioni M&A (mergers and acquisitions) costituiscono un importante strumento di trasformazione del sistema produttivo, con possibili ricadute sulla crescita economica, sull’efficienza nell’allocazione delle risorse, sulla distribuzione del potere di mercato e sulla salvaguardia del pubblico interesse.
Tali operazioni possono essere realizzate al fine di generare sinergie, di adeguarsi a cambiamenti tecnologici o normativi ovvero essere realizzate nel contesto di strategie volte all’integrazione della filiera e al perseguimento di un maggiore potere di mercato.
L’analisi prende in esame le operazioni M&A realizzate tra società non finanziarie in Italia e nei principali Paesi dell’UE nel periodo 2014-2024, approfondendo, come già enunciato, le caratteristiche delle imprese coinvolte e gli effetti di tali operazioni sulla loro performance.
In particolare, nel periodo considerato in Italia sono state realizzate mediamente circa 6.000 operazioni di M&A ogni anno, con una crescita particolarmente evidente nell’ultimo quinquennio. Tali operazioni hanno riguardato per lo più imprese tecnologiche ed hanno favorito il consolidamento produttivo.
Le operazioni in oggetto hanno favorito l’incremento della dimensione media delle imprese, pur comportando processi di razionalizzazione delle strutture produttive.
Nei cinque anni successivi all’operazione si è registrata in media una riduzione del 4% dell’occupazione dell’impresa consolidata. Tale dato è giustificato, secondo lo studio di Banca d’Italia, dal fatto che le operazioni M&A sono state caratterizzate da cessioni o scorpori di rami d’azienda nell’ambito di attività di riorganizzazione.
Nei comparti caratterizzati da una minore esposizione alla concorrenza internazionale, inoltre, tali operazioni sembrano contribuire a rafforzare il potere di mercato delle imprese interessate.


