WEBINAR / 26 Febbraio
Le segnalazioni di operazioni sospette (SOS) nelle nuove istruzioni UIF

ZOOM MEETING
Offerte per iscrizioni entro il 06/02


WEBINAR / 26 Febbraio
Le segnalazioni di operazioni sospette (SOS) nelle nuove istruzioni UIF
www.dirittobancario.it
Flash News

Autovalutazione antiriciclaggio: raccomandazioni Banca d’Italia

24 Ottobre 2025
Di cosa si parla in questo articolo

Banca d’Italia ha pubblicato delle raccomandazioni e delle buone prassi per gli intermediari soggetti a vigilanza, sull’esercizio di autovalutazione antiriciclaggio e dei rischi di finanziamento del terrorismo (AML/CTF).


Si ricorda che la nostra Rivista, proprio sulla nuova disciplina UIF per le SOS, ha organizzato un webinar per il prossimo 26 febbraio 2026, Le segnalazioni di operazioni sospette (SOS) nelle nuove istruzioni UIF.


Si ricorda che l’art. 15, c. 2, del D. Lgs. 231/2007 ha introdotto l’obbligo di procedere all’analisi e alla valutazione dei rischi AML/CTF, tenendo conto dei fattori di rischio associati in particolare alla tipologia di clientela, all’area geografica di operatività, ai canali distributivi e ai prodotti e servizi offerti.

Banca d’Italia, per meglio dettagliate tale obbligo, nelle proprie “Disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l’utilizzo degli intermediari a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo“, ha dettato una disciplina generale del processo di autovalutazione e introdotto una metodologia per l’individuazione del rischio inerente e del grado di vulnerabilità dei presìdi, volta alla determinazione del rischio residuo.

Ulteriori indicazioni sono poi contenute negli Orientamenti EBA relativi ai fattori di rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (EBA/GL/2021/02).

Nell’ambito dell’azione di vigilanza di Banca d’Italia, nel 2024 ha avviato un’indagine tematica, per verificare la coerenza delle soluzioni adottate dagli intermediari rispetto al quadro regolamentare di riferimento, nonché a individuare eventuali ambiti di miglioramento.

L’approfondimento, basato sulle informazioni raccolte ed il confronto con le funzioni aziendali, ha riguardato:

  • il processo di conduzione dell’autovalutazione, con riferimento all’organizzazione, alle funzioni aziendali e alle risorse coinvolte nonché agli strumenti informativi utilizzati;
  • la metodologia adottata per stimare il rischio inerente, valutare la solidità dei presìdi e determinare il livello di rischio residuo
  • i flussi informativi agli organi per la condivisione interna degli esiti della valutazione, volti a supportare le decisioni strategiche e a rafforzare la cultura del rischio ML/TF all’interno dell’azienda.

L’Autorità ricorda preliminarmente che un’adeguata capacità di autodiagnosi di tali rischi è un presupposto essenziale:

  • per una piena consapevolezza delle minacce cui gli intermediari possano essere esposti
  • per la solidità dei presìdi adottati per fronteggiarle
  • per adottare misure tempestive per il superamento delle debolezze esistenti.

Con il documento pubblicato da Banca d’Italia vengono quindi condivisi i principali risultati dell’analisi e le buone prassi individuate, che sono altresì coerenti con l’evoluzione attesa del quadro normativo europeo (AML package).

L’adozione delle prassi illustrate può contribuire:

  • a migliorare la qualità del dialogo tra le diverse funzioni aziendali coinvolte
  • a consolidare la cultura del rischio AML/TF e a favorire un utilizzo consapevole degli esiti dell’esercizio a supporto delle scelte strategiche.

Banca d’Italia invita agli intermediari, pertanto, a tenere adeguatamente in considerazione le raccomandazioni pubblicate nella definizione di processi e procedure per la conduzione dell’esercizio, che, in estrema sintesi, si concentrano nelle seguenti aree:

  • Profili organizzativi:
    • Funzioni aziendali e risorse umane coinvolte nell’esercizio di autovalutazione AML:
      • l’esercizio di autovalutazione deve essere condotto con la partecipazione di risorse con profili professionali ed esperienze diversificati: giuridiche, economico-aziendalistiche, statistico-quantitative, in materia di gestione dei rischi e di conformità alle norme
      • la partecipazione di altre funzioni di controllo (risk, compliance) contribuisce ad arricchire la qualità dell’analisi e accresce il livello di integrazione dell’esercizio nel complessivo sistema dei controlli interni
      • è essenziale il confronto tra le diverse funzioni di controllo
    • Formalizzazione del processo, per cui il processo di autovalutazione deve considerare almeno a:
      • le funzioni aziendali coinvolte, con precisa attribuzione di ruoli, responsabilità e contributi richiesti
      • l’iter procedurale dell’esercizio, con indicazione delle singole fasi in cui esso è articolato e le relative tempistiche di esecuzione
      • le metodologie impiegate per determinare il livello di rischio inerente, le vulnerabilità e il rischio residuo
      • le fonti informative esterne, aggiuntive rispetto a quelle indicate dalle Disposizioni, considerate ai fini della valutazione
      • gli strumenti e gli applicativi di supporto, utilizzati nelle fasi di raccolta, aggregazione ed elaborazione dei dati e delle informazioni
      • i presìdi di controllo e di revisione attivati, in particolar modo per garantire la qualità dei dati.
  • Metodologie per la conduzione dell’esercizio di autovalutazione antiriciclaggio, per cui Banca d’Italia raccomanda:
    • l’uso di dati quantitativi a supporto della determinazione della vulnerabilità dei presìdi, al fine di rafforzare l’oggettività e la tracciabilità dell’analisi
    • l’impiego di meccanismi automatizzati per la misurazione del rischio inerente, calibrati in funzione del profilo operativo dell’intermediario
    • la scomposizione dei fattori di rischio in profili di maggiore dettaglio, con un livello di disaggregazione proporzionato all’esposizione rilevata su ciascun ambito
    • la definizione di specifiche aree di indagine per la valutazione delle vulnerabilità per individuare tempestivamente le criticità e a orientare in modo mirato le azioni di rafforzamento
    • l’acquisizione strutturata di giudizi e valutazioni delle funzioni aziendali di controllo
    • che l’autovalutazione di gruppo venga effettuata tenendo conto del rischio effettivo e della dimensione delle singole società.
  • Cultura del rischio AML/TF:
    • Processo di approvazione di nuovi prodotti:
      • deve essere assicurato un adeguato coordinamento tra l’avvio di nuove opportunità di sviluppo commerciale e gli esiti del processo di autovalutazione antiriciclaggio, per l’assunzione di decisioni informate e consapevoli degli impatti sul profilo di rischio ML/TF dell’intermediario
      • è opportuno procedere ad un’analisi di scenari alternativi legati alla nuova operatività, con la formulazione di stime sull’evoluzione del rischio ML/TF in funzione di differenti condizioni operative o di mercato
    • Reportistica e monitoraggio delle azioni di rimedio:
      • è opportuno aggiornare periodicamente gli organi aziendali sull’attuazione delle misure correttive più significative adottate a esito dell’autovalutazione
      • è raccomandabile inserire nel risk appetite framework indicatori sul livello dei rischi e sullo stato dei presìdi coerenti con le metodologie utilizzate e i risultati emersi dall’esercizio di autovalutazione
    • Formazione del personale e sistemi incentivanti: è necessario promuovere meccanismi di diffusione all’interno dell’azienda dei risultati dell’esercizio di autovalutazione antiriciclaggio, per accrescere la consapevolezza e l’adesione del personale agli obiettivi di presidio del rischio
  • Processi di aggregazione ed elaborazione dei dati:
    • Strumenti di supporto e qualità dei dati: è opportuno adottare presìdi e procedure strutturati per garantire la qualità, la coerenza e la tracciabilità dei dati utilizzati ai fini dell’autovalutazione antiriciclaggio
    • Presìdi di gruppo: l’autovalutazione dovrebbe fondarsi su tassonomie comuni e su un’architettura dei dati integrata e documentata a livello consolidato, che assicuri coerenza nella rappresentazione dei fenomeni tra le diverse entità, linee di attività e ambiti di operatività coinvolti.
  • Controlli della funzione di revisione interna, che deve condurre verifiche periodiche sull’esercizio di autovalutazione antiriciclaggio.
Di cosa si parla in questo articolo

WEBINAR / 26 Febbraio
Le segnalazioni di operazioni sospette (SOS) nelle nuove istruzioni UIF

ZOOM MEETING
Offerte per iscrizioni entro il 06/02


WEBINAR / 10 Febbraio
Attuazione CCD 2 per banche e intermediari del credito


Estensione dell’ambito applicativo e riflessi operativi

ZOOM MEETING
Offerte per iscrizioni entro il 20/01

Iscriviti alla nostra Newsletter