E’ stato pubblicato sul sito di Banca d’Italia l’intervento di apertura del proprio Governatore alla Green Swan Conference 2026, dal titolo “Don’t Stop Thinking About Tomorrow: Building Resilience to Climate Shocks Today”, in tema di rischi climatici.
La conferenza ha affrontato il tema della gestione dei rischi climatici in un contesto di crescente incertezza, evidenziando la necessità di rafforzare la resilienza economica e finanziaria attraverso una migliore comprensione dei rischi, una più efficace condivisione delle perdite e maggiori investimenti nell’adattamento climatico.
In particolare, il Governatore ha sottolineato come i danni diretti causati dagli eventi meteorologici estremi abbiano superato i 200 miliardi di dollari nel 2025, evidenziando che, sebbene la mitigazione resti indispensabile, non sia possibile eliminare completamente i rischi fisici legati al cambiamento climatico.
L’intervento individua tre priorità principali:
- migliorare la comprensione del rischio climatico tramite il rafforzamento della disponibilità, della qualità e della comparabilità dei dati, anche grazie alle attività di Irving Fisher Committee e Banca d’Italia
- rafforzare la condivisione e la gestione del rischio climatico integrando quelli climatici nella valutazione dei rischi di credito, di mercato, operativi e assicurativi e promuovendo strumenti di copertura che coinvolgano assicurazioni, riassicurazioni, settore pubblico e mercati dei capitali
- ridurre l’esposizione ai rischi climatici aumentando gli investimenti nell’adattamento e nella prevenzione, in particolare nei Paesi caratterizzati da un’elevata esposizione agli eventi climatici e da limitati margini di manovra fiscale.
In tale contesto, le banche multilaterali di sviluppo possono svolgere un ruolo importante nel mobilitare capitali privati a sostegno dei progetti di adattamento, attraverso garanzie, strumenti di finanziamento misto e altri meccanismi di mitigazione del rischio.
Il Governatore ha inoltre evidenziato il contributo delle tecnologie, tra cui l’IA, alla modellizzazione climatica, alle previsioni meteorologiche e ai sistemi di allerta precoce, sottolineando al contempo la necessità di gestire gli impatti energetici e ambientali legati all’espansione delle infrastrutture digitali.


