Il MEF ha pubblicato il Documento programmatico di finanza pubblica 2026, approvato dal Consiglio dei Ministri e trasmesso al Parlamento.
Il documento aggiorna gli obiettivi programmatici di finanza pubblica per il triennio successivo, nel rispetto del tasso massimo di crescita della spesa netta raccomandato dal Consiglio, al netto degli effetti derivanti dall’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale.
Dal 2025, il documento ha sostituito la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza.
Il Documento programmatico di finanza pubblica in oggetto contiene:
- l’aggiornamento delle previsioni a legislazione vigente contenute nel Documento di finanza pubblica 2026, sia macroeconomiche sia di finanza pubblica, del conto economico delle Amministrazioni pubbliche, articolato per sottosettore, nonché dell’aggregato della spesa netta, con indicazioni sull’andamento delle relative componenti
- il quadro programmatico macroeconomico e di finanza pubblica, coerente con il percorso della spesa netta stabilito dal Consiglio, al netto dell’impatto derivante dall’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, sia in termini annuali sia cumulati
- l’aggiornamento dello stato di attuazione degli impegni in materia di riforme e investimenti previsti dal Piano strutturale di bilancio di medio termine.
Con riguardo al quadro macroeconomico il documento sottolinea che, nonostante l’incertezza legata alle tensioni geopolitiche, l’economia italiana ha confermato il proprio percorso di crescita, sostenuta dalla tenuta della domanda interna, dal mercato del lavoro (con 24,4 milioni occupati nel secondo semestre) e dalla ripresa del credito bancario, in particolare nella componente dei prestiti alle imprese.
Sul fronte della finanza pubblica, viene confermato il rapporto deficit/PIL al 3,1%, mentre la stima del debito/PIL è stata rivista al 136,7%, alla revisione del PIL nominale.
La spesa netta risulta sostanzialmente conforme alle raccomandazioni del Consiglio europeo. Il lieve sforamento previsto nel 2027 sarebbe assorbito dalla clausola di salvaguardia nazionale, anche considerando l’aumento della spesa per la difesa.
Da ultimo, per quanto attiene i progressi riguardanti l’attuazione di riforme e investimenti, il documento evidenzia come l’azione degli ultimi mesi si sia concentrata sul completamento del PNRR e sull’attuazione del Piano strutturale di bilancio di medio termine. Nella fase finale del Piano, gli obiettivi previsti sono stati raggiunti e, in diversi casi, superati, contribuendo al rafforzamento della capacità amministrativa e al miglioramento del contesto economico e sociale del Paese, con particolare attenzione alle sei aree di policy prioritarie.
Parallelamente, sono state rafforzate le misure a sostegno delle PMI, della ricerca e delle tecnologie strategiche nonché gli interventi per la transizione ecologica e digitale.


