Banca d’Italia ha pubblicato uno studio che analizza la struttura e l’evoluzione del sistema finanziario italiano nel periodo 2019-2025 attraverso un approccio di “rete multilivello”, volto a rappresentare congiuntamente le interconnessioni tra banche, compagnie di assicurazione e fondi di investimento e le diverse tipologie di esposizioni finanziarie.
In particolare, l’analisi combina le tre categorie di intermediari e quattro classi di strumenti – prestiti, azioni, obbligazioni e quote di fondi – così da ricostruire i principali canali attraverso cui gli shock possono propagarsi all’interno e tra i diversi settori.
Dall’analisi emerge una struttura caratterizzata da un nucleo centrale banco-centrico, affiancato da una componente intermedia rappresentata dalle compagnie di assicurazione e da una più ampia periferia costituita dai fondi di investimento. Pur rimanendo relativamente stabile il numero complessivo degli intermediari, le dinamiche settoriali risultano differenti: la riduzione del numero di banche e assicurazioni, anche per effetto di operazioni di consolidamento, è compensata dall’espansione del settore dei fondi.
Assume particolare rilievo la crescente importanza dei collegamenti tra settori diversi: a giugno 2025 circa il 70% delle interconnessioni finanziarie coinvolgeva intermediari appartenenti a comparti differenti. La rete risulta inoltre scarsamente densa ma presenta caratteristiche di “small world”, con distanze medie contenute tra gli intermediari, circostanza che implica un potenziale di rapida propagazione degli shock.
Lo studio evidenzia, infine, che le operazioni di aggregazione possono determinare cambiamenti significativi, ma prevalentemente temporanei, nella struttura della rete, mentre l’architettura complessiva rimane notevolmente stabile nel tempo.
Gli Autori osservano che l’approccio multilivello consente di rappresentare le interdipendenze tra intermediari e di analizzare i possibili canali di propagazione degli shock nel sistema finanziario.


