EBA ha pubblicato il proprio Risk Dashboard relativo al secondo trimestre del 2026, che riassume i principali rischi e vulnerabilità del settore bancario dell’UE/SEE (Spazio Economico Europeo) sulla base dei dati riportati nelle segnalazioni di vigilanza.
Le banche dell’UE/SEE continuano a operare in una posizione di forza in un contesto caratterizzato da grande incertezza. Mostrano solide riserve di capitale e di liquidità, una crescita costante del credito accompagnata da una solida qualità degli attivi, il che si traduce in un’elevata redditività.
Nonostante ciò, le tensioni geopolitiche, i mercati finanziari in forte espansione e le difficili condizioni macroeconomiche richiedono un attento monitoraggio.
Tuttavia, in tale contesto, le riserve di capitale e di liquidità rimangono solide.
Il coefficiente di capitale primario di classe 1 (CET1) delle banche dell’UE/SEE, infatti, si attesta al 16,1%. Il leggero calo rispetto al trimestre precedente (16,2%) riflette un aumento delle attività ponderate per il rischio. Ciononostante, con un margine di circa 430 bp al di sopra dei requisiti patrimoniali regolamentari (invariato rispetto allo scorso anno), le banche dispongono di una notevole capacità di assorbire gli shock.
Anche le posizioni di liquidità rimangono solide, con un indice di copertura della liquidità (LCR) pari al 158,5% e un indice di finanziamento stabile netto (NSFR) pari al 125,7%.
Entrambi gli indici sono al di sopra dei requisiti minimi e stabili rispetto al trimestre precedente. Le attività liquide di alta qualità delle banche mostrano un aumento costante dei titoli di Stato (+8,7% nel primo semestre del 2026) e una diminuzione dei saldi di cassa.
Anche la qualità degli attivi appare ancora molto solida: i prestiti alle famiglie sono aumentati del 5,2% su base annua (1,7% su base trimestrale) e quelli alle società non finanziarie del 6,3% su base annua (1,7% su base trimestrale).
La crescita del credito è tuttavia disomogenea tra i vari paesi, con un’espansione robusta in alcuni e una crescita solo modesta o addirittura una contrazione in altri.
Dalla Risk Dashboard di EBA, si evince come il rapporto tra crediti in sofferenza e crediti totali delle banche dell’UE/SEE si attesti all’1,8% e la quota dei crediti di fase 2 sul totale dei crediti sia ulteriormente scesa all’8,9%. La situazione varia tuttavia a seconda dei paesi, dei settori e dei portafogli. Le esposizioni dirette al settore IT rappresentano solo il 4% dei prestiti alle imprese (circa l’1,9% del totale dei prestiti alla clientela), senza segni di deterioramento della qualità.
Il rendimento del capitale proprio (RoE) si attesta all’11,3%, rispetto al 10,7% dell’anno precedente. L’aumento è stato determinato principalmente dal margine di interesse netto, che è cresciuto grazie sia alla robusta crescita dei prestiti sia all’ampliamento dei margini di interesse netti.
Questi ultimi sono saliti all’1,63% dall’1,58% dell’anno precedente. Anche i proventi netti da commissioni e provvigioni hanno contribuito all’aumento del RoE, sebbene in misura minore rispetto al margine di interesse netto.
Le banche hanno mantenuto i costi sostanzialmente stabili, il che ha comportato una diminuzione del rapporto costi/ricavi dal 52,5% al 51,5% su base annua.
Nonostante brevi periodi di accresciuta volatilità dei mercati, le condizioni di finanziamento delle banche dell’UE/SEE sono rimaste favorevoli. I depositi totali sono aumentati dell’1,6%, trainati principalmente dai depositi delle famiglie (+2,3%)


