La comunicazione del 31 marzo 2026 dell’UIF ha offerto agli intermediari bancari dei nuovi indici di anomalia volti a supportare gli operatori nell’approntare adeguati presidi antiriciclaggio in caso di operazioni bancarie correlate ad agevolazioni e contratti pubblici, ambiti nei quali la presenza di risorse statali – impiegate ad esempio per il rilascio di garanzie pubbliche che assistono i finanziamenti bancari, da soggetti quali SACE o il Fondo MCC – amplifica il rischio di utilizzo distorto degli strumenti finanziari.
In tale contesto, il corso organizzato dalla nostra Rivista il prossimo 28 maggio “Antiriciclaggio: indicazioni UIF per agevolazioni e contratti pubblici – I nuovi indicatori di anomalia della Comunicazione UIF 31 marzo 2026“, si pone l’obbiettivo di tradurre gli indicatori di anomalia in criteri applicativi coerenti con la concreta operatività bancaria, che consentano di rafforzare la capacità degli intermediari di presidiare i rischi, traducendo le indicazioni dell’autorità in prassi efficaci di adeguata verifica, monitoraggio e segnalazione.
Sotto il profilo dell’adeguata verifica della clientela, i nuovi indici UIF impongono un rafforzamento qualitativo delle attività istruttorie, in particolare nei casi in cui l’impresa cliente richieda finanziamenti assistiti da garanzia pubblica, poiché la mera presenza della garanzia statale non attenua il rischio di riciclaggio ma, al contrario, può costituire un fattore attrattivo per condotte elusive, soprattutto laddove emergano criticità nella titolarità effettiva, nella struttura proprietaria o nella coerenza economico-patrimoniale dell’impresa rispetto all’operazione richiesta.
In tale prospettiva, assume rilievo centrale la verifica sostanziale della titolarità effettiva e dei collegamenti con altri soggetti, che non può esaurirsi in un adempimento formale, ma deve essere condotta attraverso un’analisi incrociata delle partecipazioni societarie, delle relazioni commerciali e dei flussi finanziari, al fine di intercettare eventuali schemi di interposizione fittizia o di schermatura, frequentemente riscontrati nelle analisi UIF proprio in relazione a operazioni connesse a fondi pubblici o contratti di appalto.
Ulteriore profilo di interesse operativo riguarda la valutazione della documentazione prodotta dall’impresa cliente, inclusi attestati, certificazioni e asseverazioni rilasciate da professionisti, rispetto ai quali gli indicatori UIF richiedono un approccio critico volto a verificare non solo la completezza formale, ma anche la plausibilità sostanziale delle informazioni contenute, con particolare attenzione alla genuinità di operazioni quali aumenti di capitale sociale o variazioni rilevanti nella struttura patrimoniale, che potrebbero essere strumentali all’accesso indebito a agevolazioni o finanziamenti garantiti.
Nel contesto dei contratti pubblici poi, la complessità delle fasi – dalla selezione del contraente all’esecuzione – impone agli intermediari un monitoraggio continuo dell’operatività del cliente, poiché indicatori di anomalia possono emergere anche in momenti successivi all’erogazione del finanziamento o al rilascio della garanzia, ad esempio tramite flussi finanziari incoerenti rispetto all’oggetto dell’appalto, un uso distorto delle somme ricevute o trasferimenti verso controparti non giustificate sotto il profilo economico.
Sotto il profilo del monitoraggio dei flussi finanziari, è quindi importante approfondire le metodologie di analisi che tengano conto della specificità delle operazioni connesse a fondi pubblici: in tali operazioni, infatti, la segmentazione delle erogazioni e la pluralità di soggetti coinvolti possono rendere meno immediata l’individuazione di anomalie, rendendo necessario l’utilizzo integrato di indicatori quantitativi e qualitativi, nonché l’attenzione a fenomeni quali l’underground banking o l’intervento di facilitatori e mediatori non trasparenti, che possono alterare la tracciabilità dei flussi.
Finanziamenti con garanzia pubblica: la rilevanza degli indici di anomalia AML
Nel caso dei finanziamenti assistiti da garanzie pubbliche gli indici di anomalia UIF possono trovare concreta applicazione lungo l’intero ciclo di vita dell’operazione, sia ai fini dell’adeguata verifica che delle SOS, con particolare riferimento alla fase istruttoria, di erogazione delle somme e di monitoraggio dei flussi finanziari.
Già al momento dell’avvio dell’istruttoria connessa alla richiesta di finanziamento, infatti, gli indicatori possono assumere rilievo:
- nell’ambito dell’adeguata verifica della clientela: l’intermediario è chiamato a valutare la coerenza tra il profilo economico-patrimoniale dell’impresa richiedente e l’accesso a un finanziamento garantito dallo Stato, considerando che eventuali anomalie relative alla struttura proprietaria, alla titolarità effettiva o ai collegamenti con altri soggetti possono costituire segnali di rischio, soprattutto se finalizzati a ottenere indebitamente l’agevolazione sfruttando lo schermo della garanzia pubblica
- nell’ambito della verifica dei requisiti di accesso alla misura agevolativa, imponendo controlli sostanziali sulla documentazione presentata dall’impresa e sulle attestazioni eventualmente rilasciate da professionisti: discordanze o incongruenze (specie nella rappresentazione dei dati economico-finanziari o nella giustificazione di aumenti di capitale) possono evidenziare tentativi di pre-costruire artificiosamente le condizioni per accedere al finanziamento garantito.
Nella fase deliberativa e di erogazione, gli indicatori sono poi utili per individuare elementi di opacità nella struttura dell’operazione, nelle modalità di utilizzo previste dei fondi, eventualmente per la presenza di eventuali soggetti terzi coinvolti, come facilitatori o mediatori: l’intermediario deve infatti valutare principalmente se l’operazione, pur formalmente conforme ai requisiti della garanzia pubblica, presenti caratteristiche incoerenti rispetto alle finalità dichiarate al momento della richiesta di finanziamento o al settore di attività dell’impresa.
Dopo l’erogazione delle somme, infine, uno dei rischi tipici delle operazioni assistite da garanzia pubblica consiste nella distrazione delle somme rispetto alle finalità dichiarate: tale fenomeno può emergere tramite movimenti verso controparti non giustificate, trasferimenti frazionati o impiego delle risorse in settori estranei all’attività d’impresa.
In tale fase di monitoraggio, assumono pertanto rilievo anche eventuali collegamenti con fenomeni di illecito fiscale o con circuiti di c.d. underground banking, che possono alterare la tracciabilità dei flussi e rendere più complessa la ricostruzione dell’effettivo utilizzo dei fondi, imponendo agli intermediari un’analisi integrata delle informazioni disponibili e una costante attenzione agli scostamenti rispetto al comportamento atteso del cliente.

