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Verifica dell’età online: impatti sui diritti fondamentali e costi per le imprese

5 Novembre 2026
Di cosa si parla in questo articolo

La Commissione europea ha pubblicato uno studio indipendente concernenti gli impatti della verifica dell’età online sui diritti fondamentali e sui costi che tale obbligo comporterebbe per le imprese interessate.

Lo studio esamina le modalità con cui potrebbe essere introdotto, nell’ambito di un futuro intervento legislativo dell’UE, un sistema di verifica dell’età rispettoso dei diritti fondamentali. In particolare, analizza le possibili interferenze con il diritto alla protezione dei dati personali e alla privacy, il diritto alla non discriminazione, la libertà di espressione e l’accesso alle informazioni, nonché le potenziali implicazioni finanziarie per i fornitori di servizi interessati.

La verifica dell’età rappresenta uno strumento fondamentale per garantire un ambiente online più sicuro, assicurando che i minori possano accedere esclusivamente a servizi e funzionalità adeguati alla loro età. Nonostante l’ampia diffusione dei minori sulle piattaforme social, soltanto un numero limitato di servizi applica attualmente sistemi di verifica dell’età in modo sistematico.

Il presente studio mira, quindi, a supportare la preparazione della proposta di regolamento UE KIDS Act e del relativo documento di lavoro dei servizi della Commissione.

Con riferimento ai diritti fondamentali, i risultati evidenziano che un quadro normativo in materia di verifica dell’età possa risultare proporzionato e rispettoso dei diritti degli utenti, purché siano previste adeguate garanzie. In particolare, sotto il profilo della protezione dei dati e della riservatezza, occorre assicurare la coerenza con il GDPR, elevati standard di privacy e sicurezza e lo sviluppo di adeguati standard tecnici. Quanto alla non discriminazione, alla libertà di espressione e all’accesso alle informazioni, è necessario ridurre gli ostacoli per gli utenti, garantire trasparenza, promuovere l’autonomia degli utenti e assicurare inclusività e accessibilità.

Lo studio riconosce inoltre il potenziale contributo dell’EU Age Verification Blueprint alla definizione di un approccio armonizzato a livello europeo. Tale modello potrebbe rappresentare una soluzione economicamente vantaggiosa per i fornitori di servizi, anche grazie ai finanziamenti pubblici che ne hanno sostenuto lo sviluppo. A tal fine, viene raccomandata un’accelerazione della sua implementazione in tutti gli Stati membri, garantendo anche la disponibilità e il finanziamento di efficaci modalità alternative di registrazione.

Infine, per quanto riguarda gli oneri economici, lo studio prevede che i costi di adeguamento rimangano contenuti per la maggior parte dei servizi e tendano a diminuire nel tempo, grazie alla concorrenza tra fornitori terzi, allo sviluppo di standard tecnici e al miglioramento dell’interoperabilità. Anche le PMI dovrebbero poter beneficiare di soluzioni accessibili e pronte all’uso, nonché di un quadro comune di norme europee, evitando di dover affrontare requisiti differenti nei singoli Stati membri.

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