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Flash News

Pubblicato il Rapporto del FMI sulle misure antiriciclaggio e di lotta al finanziamento del terrorismo in Italia

10 Febbraio 2016
Di cosa si parla in questo articolo

Il Dipartimento del Tesoro del MEF ha pubblicato la versione in italiano (traduzione non ufficiale) del Rapporto predisposto nell’ambito della Missione di valutazione in materia di antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo (Mutual Evaluation Report of Italy) condotta dal FMI in Italia nel gennaio 2015.

Il Rapporto riassume le misure antiriciclaggio e di lotta al finanziamento del terrorismo in forza in Italia alla data della Missione condotta dal Team di Valutazione (14-30 gennaio 2015), descrivendo il sistema normativo e l’azione svolta dall’Italia nella prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo e ne fa una dettagliata analisi.

Il Rapporto analizza altresì il livello di conformità alle 40 Raccomandazioni GAFI e il grado di efficacia del sistema italiano in materia di contrasto del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo, e fornisce indicazioni ai fini del rafforzamento del sistema.

Nel Rapporto sono state individuate tre aree di rischio maggiore: evasione fiscale, criminalità organizzata e corruzione. Il rischio legato al terrorismo e al suo finanziamento è presente, ed è in crescita dopo i recenti attacchi terroristici dell’ISIL. Nonostante il peso di tali rischi, le azioni di contenimento e contrasto condotte dall’Italia sono ritenute efficaci. Il Rapporto raccomanda comunque diverse azioni volte a potenziare il sistema laddove è meno efficace.

Alla luce delle considerazioni contenute nel report appena pubblicato, il giudizio del FMI sul sistema di contrasto e di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismoè in larga parte positivo.

Nel dettaglio, l’Italia si caratterizza per un quadro normativodi contrasto a tali reati piuttosto maturo. Tuttavia il report afferma che i rischilegati all’attività di riciclaggio -con particolare riguardoai reati fiscali e all’attività della criminalità organizzata- siano ancora oggi moltoelevati.

Il Fondo Monetario da un giudizio positivo sulle autorità italiane deputate al contrasto di tali fenomeni e afferma altresì che il livello di conoscenza delle tematiche attinenti al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo sia, nel complesso, idoneo. Inoltre il livello di cooperazione e coordinamento tra i vari soggetti istituzionali preposti al contrasto di tali reatiè considerato piuttosto soddisfacente. Le agenzie deputate al contrasto dei suddettifenomeni criminali hanno sviluppato apparati d’intelligence particolarmente raffinati. Per tale motivo, il FMI evidenzia come le autorità italiane abbiano la capacità di portare a conclusione procedimenti istruttori di notevole complessità, permettendo all’Italia di recuperare notevoli risorse finanziarie dai proventi di reato.

Tali risultati non sono tuttavia completamente in linea con la scala dei rischi riscontrati in materia di riciclaggio. Ciò è dovuto al fatto che l’Italia non ha sufficiente riguardo ai casi di riciclaggio isolati e agli altri fenomeni similaricommessi da soggetti stranieri. Inoltre, la notevole lunghezza dei procedimenti giudiziari complica ulteriormente l’azione di contrasto.

Detto ciò, il FMI rileva come i rischi attinenti al finanziamento del terrorismo – nazionale e internazionale – siano in Italia relativamente moderati.Il nostro Paese ha adottato a tal proposito un quadro sanzionatorio efficace, ed ha lavorato attivamente per mitigare il rischio di proliferazione dei reati connessi. Per il Fondo Monetario, tuttavia, vi è la necessità’ di sviluppare maggiormente il quadro di prevenzione nel settore privato,rafforzando in particolare il relativo regime sanzionatorio.

Il Fondo riconoscealle istituzioni finanziarie italiane una buona comprensione dei rischi connessi al riciclaggio. In particolare, le banche italiane di maggiori dimensioni si sono contraddistinte perun forte attivismo nel contrasto a tale reato. Il settore non-finanziario, invece, salvo alcune eccezioni, non è parimenti cosciente dei rischi derivanti da tale attività criminosa, dimostrando inoltre un notevole grado di vulnerabilità principalmente dovuto all’assenza di una legislazione specifica in materia.

Per il FMI gli strumenti di verifica della clientela (‘CustomerDue Diligence’) sono ben sviluppati nel settore finanziario. Tuttavia il Fondo ritiene che le banche italiane facciano troppo affidamento a tali strumenti di due diligence. Infatti, nei casi in cui le transazioni avvengano per mezzo di soggetti intermediari, i processi adoperati per identificare il beneficiario ultimo delle transazioni risultano poco coerenti e di scarsa efficacia. I presidi informativi da parte del settore non-finanziario sonoinvece scarsi, in particolare per quanto concerne avvocati e contabili.

Infine, per il Fondo Monetario,gli strumenti a disposizione delle autorità di supervisione del sistema finanziario devono essere rafforzati. In ragione di ciò, il FMI raccomanda di incrementare la cooperazione tra autorità nazionali ed estere, al fine di meglio contrastare quei soggetti criminali che beneficiano dei principi di libera circolazione dell’Unione Europea.

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