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Nuovo Regolamento antiriciclaggio: il testo approvato dal Parlamento UE

19 Aprile 2023
Di cosa si parla in questo articolo

Il Parlamento europeo ha adottato la propria posizione sulla proposta di Regolamento della Commissione europea sulla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio di denaro o di finanziamento del terrorismo (Regolamento antiriciclaggio).

In particolare, evidenzia il Parlamento europeo, la scelta di un regolamento antiriciclaggio (AMLR) invece di una direttiva è la giusta risposta al panorama normativo frammentato e inefficace dopo l’adozione di cinque direttive antiriciclaggio con standard minimi negli ultimi 30 anni.

Nuovi obblighi AML: cripto-asset, crowdfunding, club calcistici, opera d’arte

Il Parlamento accoglie con favore l’estensione, nel nuovo Regolamento antiriciclaggio, dell’ambito dei soggetti obbligati a tutti i tipi e le categorie di fornitori di servizi di cripto-asset. L’attuale dibattito sulla possibilità che le persone oggetto delle recenti sanzioni finanziarie possano aggirare le misure attraverso il settore dei cripto-asset rende questa inclusione ancora più rilevante.

Anche l’inclusione dei fornitori di servizi di crowdfunding come soggetti obbligati è un passo avanti, ma dovrebbe riguardare tutti i fornitori di servizi di crowdfunding che operano in Europa, compresi quelli regolamentati dalle norme UE.

Il Parlamento europeo ritiene di introdurre anche i gestori patrimoniali nell’elenco delle entità soggette alle norme antiriciclaggio e al finanziamento del terrorismo, così come i club calcistici di alto livello, gli agenti del settore calcistico e le associazioni calcistiche degli Stati membri.

Nel 2021, Europol ha qualificato lo sport professionistico, e il calcio professionistico in particolare, come soggetto al rischio di transazioni di denaro criminale e riciclaggio di denaro.

La Commissione ha incluso il calcio professionistico nella sua valutazione del rischio sovra nazionale del 2019, poiché, pur rimanendo uno sport popolare, è anche un’industria globale con un impatto economico significativo. In questo sport vengono investite somme di denaro discutibili senza alcun ritorno o guadagno finanziario apparente o spiegabile. Le società di calcio professionistiche di alto livello e le associazioni calcistiche, così come gli agenti sportivi nel settore del calcio, sono pertanto entità che presentano rischi elevati e dovrebbero essere aggiunte all’elenco delle entità obbligate.

I rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo che coinvolgono opere d’arte e altri beni di valore elevato sono ben noti. Per questo motivo il Parlamento europeo propone di ridurre da 10.000 a 5.000 euro il valore dei beni a partire dai quali si applicano gli obblighi di diligenza.

I c.d. passaporti d’oro

Il Parlamento europeo ritiene che i regimi che concedono la cittadinanza sulla base di un investimento finanziario (regimi CBI), noti anche come “passaporti d’oro”, siano discutibili da un punto di vista etico, giuridico ed economico e comportino gravi rischi per la sicurezza dei cittadini dell’Unione, come il riciclaggio di denaro e la corruzione.

Il Parlamento UE concorda sul fatto che i programmi CBI dovrebbero essere completamente vietati e non regolamentati.

Le politiche, i controlli e le procedure interne degli enti obbligati per mitigare e gestire i rischi di mancata attuazione e di elusione delle sanzioni finanziarie mirate sono fondamentali per garantirne l’efficacia. Allo stesso tempo, queste procedure devono essere più proporzionate. Questo principio di proporzionalità dovrebbe quindi essere ulteriormente elaborato dall’AMLA e dalla Commissione attraverso l’adozione di un atto delegato, che sarebbe utile per i soggetti obbligati che sono imprese individuali, operatori singoli o microimprese.

Adeguata verifica della clientela nel nuovo Regolamento antiriciclaggio

L’adeguata verifica della clientela (CDD) è uno strumento fondamentale per individuare attività sospette e prevenire il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo attraverso un approccio basato sul rischio. Il Parlamento europeo ritiene fondamentale, nel nuovo Regolamento antiriciclaggio, estendere più chiaramente gli obblighi di adeguata verifica della clientela alle transazioni occasionali di cripto-asset.

Inoltre, le possibilità di aggirare gli obblighi di applicare le misure di adeguata verifica della clientela e di presentare segnalazioni di transazioni sospette dovrebbero essere specificate più chiaramente nella proposta di Regolamento antiriciclaggio per evitare abusi.

I rapporti con i paesi terzi

La proposta della CE su una solida politica per i Paesi terzi è apprezzata, tuttavia il Parlamento UE propone di aggiungere, nel nuovo Regolamento antiriciclaggio, una serie di criteri nella valutazione dei Paesi terzi, tra cui l’allineamento con la politica di sanzioni mirate, e di prevedere la possibilità per il Parlamento e il Consiglio di richiedere alla Commissione un’analisi di uno specifico Paese terzo.

Inoltre, alcuni istituti di credito o finanziari stabiliti in Paesi terzi o fornitori di servizi di criptovalute non stabiliti nell’UE possono rappresentare una minaccia specifica e grave per il sistema finanziario dell’Unione. I correlatori auspicano che la Commissione sia autorizzata ad agire nei confronti di tali istituti e possa richiedere l’applicazione di misure concrete di diligenza rafforzata e di contromisure specifiche nei confronti di tali istituti.

Le modifiche presentate estendono le misure specifiche di due diligence rafforzata alle transazioni, ai fornitori di servizi e ai conti di cripto-asset e inseriscono un divieto specifico di rapporti di corrispondenza con fornitori di servizi di cripto-asset non conformi. Per aiutare gli enti obbligati a identificare le banche di comodo e i fornitori di servizi di cripto-asset non conformi, viene introdotto il mandato all’AMLA di creare un registro pubblico indicativo e non esaustivo, alimentato da informazioni fornite da altri organismi.

Adeguata verifica per i soggetti con patrimoni elevati

Le relazioni commerciali e le transazioni che coinvolgono persone con un elevato patrimonio netto che presentano uno o più fattori di rischio elevato possono compromettere seriamente l’integrità del sistema finanziario dell’Unione e causare gravi vulnerabilità al mercato interno. Le recenti rivelazioni sui Pandora Papers e sugli Swiss Secrets hanno dimostrato che le istituzioni finanziarie sono ancora disposte a eludere gli obblighi di adeguata verifica della clientela con un elevato patrimonio netto, anche quando la fonte dei fondi e la ricchezza dei clienti avrebbero dovuto far emergere molti segnali di allarme.

I correlatori ritengono che ciò sia inaccettabile, soprattutto quando i clienti considerati ad alto rischio, ma con un patrimonio netto inferiore, sono soggetti a de-risking e si vedono negare i servizi finanziari di base a causa dei costi di conformità alla normativa antiriciclaggio. Vengono pertanto proposte misure obbligatorie di due diligence rafforzate per i clienti, oltre ad altre misure relative ai clienti con un patrimonio netto elevato, nonché linee guida sul de-risking e sull’accesso ai servizi finanziari di base, che dovrebbero essere garantiti a tutti.

Titolarità effettiva nel nuovo Regolamento antiriciclaggio

Il concetto di titolarità effettiva è fondamentale per aumentare la trasparenza delle strutture societarie complesse e facilitare la conformità alle norme antiriciclaggio e antiterrorismo. A questo proposito, il registro della titolarità effettiva (BO) è uno strumento fondamentale per garantire una sufficiente trasparenza e assistere i soggetti obbligati nei loro obblighi di CDD e le autorità competenti nei loro compiti. Tuttavia, per ridurre le possibilità di eludere questo strumento, è importante ridurre la soglia percentuale che serve a indicare la proprietà di un soggetto giuridico dal 25% al 5%.

Come sottolineato dal Parlamento in passato, le relazioni commerciali con entità straniere con una presenza significativa nel mercato interno dovrebbero far scattare l’obbligo di registrare il titolare effettivo di tali entità nell’Unione. Il Parlamento UE accoglie con favore la proposta della Commissione che è particolarmente rilevante per l’acquisto di beni immobili. Non dovrebbe più essere permesso l’acquisto di proprietà nell’UE da parte di società di comodo nei paradisi fiscali, senza alcuna informazione sulla loro titolarità effettiva. Sul punto, nel nuovo Regolamento antiriciclaggio, dovrebbe essere previsto anche l’obbligo di registrazione dei rapporti commerciali già esistenti e delle proprietà possedute da entità straniere alla data di applicazione del presente regolamento.

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