Con la pubblicazione dell’8 settembre 2026 nella collana Pubblicazioni Statistiche, la Banca d’Italia ha illustrato gli esiti dell’indagine sull’alfabetizzazione finanziaria e sulle competenze di finanza digitale dei microimprenditori, condotta nel 2025 su 5.000 titolari di microimprese rappresentative della popolazione di riferimento.
Il punteggio medio di alfabetizzazione finanziaria, che aggrega conoscenze, comportamenti e atteggiamenti finanziari, si è attestato al 74% del massimo, senza divari di genere. Rispetto al 2021, sulle domande confrontabili, il documento rileva un miglioramento del 2%, attribuito alle componenti comportamentale e attitudinale.
Il 45% degli intervistati risponde correttamente ad almeno sette delle otto domande sui concetti di base, mentre il 15% si colloca nella fascia più bassa. A parità di condizioni, le conoscenze elevate sono più probabili fra i titolari più istruiti e fra quelli di imprese più grandi o esportatrici.
Accanto al monitoraggio dell’andamento finanziario, praticato dalla quasi totalità dei microimprenditori, circa il 90% di essi tiene separati i conti aziendali da quelli personali. Fra gli strumenti di pagamento aziendali, le carte di debito risultano le più diffuse, con un utilizzo pari all’86%.
Quanto alle tecnologie digitali, il cloud, adottato in modo estensivo o limitato dal 44% delle microimprese, è relativamente diffuso nei diversi settori, mentre robotica, interconnessione dei processi e intelligenza artificiale hanno un impiego più contenuto. Il 19% delle microimprese sperimenta l’intelligenza artificiale o ne prevede l’introduzione entro un anno.
Stimando modelli di probabilità lineare su valori pesati mediante post-stratificazione, il documento rileva che, a parità di caratteristiche, la propensione ad adottare almeno una fra robotica, interconnessione dei sistemi e intelligenza artificiale è maggiore fra le imprenditrici e positivamente correlata alle conoscenze finanziarie del titolare.
Il 39% delle microimprese ha adottato almeno una misura di protezione dai rischi climatici, fra coperture assicurative, investimenti per la sicurezza aziendale e spostamento delle attività produttive. L’adozione è positivamente correlata alla dimensione comportamentale dell’alfabetizzazione finanziaria, ritenuta “più strettamente associata, rispetto alla comprensione dei concetti, alla capacità di adeguare scelte e piani aziendali a contesti in evoluzione“.


