WEBINAR / 02 dicembre
Adeguatezza MiFID e sostenibilità: le nuove Linee guida ESMA
ZOOM MEETING Offerte per iscrizioni entro l'11/11

WEBINAR / 02 dicembre
Adeguatezza MiFID e sostenibilità: le nuove Linee guida ESMA
www.dirittobancario.it
Giurisprudenza

La Cassazione chiarisce il contenuto della nozione di inerenza dei costi deducibili

30 Agosto 2018

Avv. Stefano Capponi

Cassazione Civile, Sez. V, 15 giugno 2018, n. 15856 – Pres. Chindemi, Rel. De Masi

Di cosa si parla in questo articolo

In tema di imposte sui redditi delle società, la nozione di inerenza che connota i costi deducibili, fondata sul richiamo all’art. 75, comma 5, (ora 109) d.p.r. n. 917 del 1986, esprime la riferibilità dei costi sostenuti, anche in via indiretta, potenziale o in proiezione futura, all’attività d’impresa propriamente detta, escludendo quelli che si collocano in una sfera estranea a tale attività. Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, la nozione di inerenza implica quella di congruità, sicché deve escludersi la deducibilità di costi sproporzionati o eccessivi, in quanto non inerenti.Un costo, pertanto, non è deducibile se non è funzionale all’attività della impresa, ed è inerente nella misura in cui può dirsi congruo. L’inerenza viene perciò definita come una relazione tra due concetti – la spesa (o il costo) e l’impresa -, sicché il costo (o la spesa) assume rilevanza ai fini della qualificazione della base imponibile non tanto per la sua esplicita e diretta connessione ad una precisa componente di reddito, bensì in virtù della sua correlazione con un’attività potenzialmente idonea a produrre utili (ex multis, V. Cass. n. 20049/2017).

Quanto all’onere della prova dell’inerenza, esso ricade sul contribuente, che non deve solo contabilizzare la spesa, ma produrre altresì una documentazione di supporto da cui ricavare importo, ragione, e coerenza economica della stessa. In difetto la spesa potrà essere ritenuta non congrua, e quindi costo non deducibile. Nell’ipotesi di costi infragruppo (laddove, cioè, una società capogruppo fornisca servizi alle società del gruppo o curi attività di loro interesse ripartendo i costi tra esse) questo onere incombe sulla società che affermi di aver ricevuto il servizio, occorrendo, affinché il corrispettivo riconosciuto alla capogruppo sia deducibile ai fini delle imposte dirette e l’IVA contestualmente assolta sia detraibile, che la controllata tragga dal servizio remunerato un’effettiva utilità e che quest’ultima sia obiettivamente determinabile e adeguatamente documentata (Cass. n. 23027/2015).

 

Di cosa si parla in questo articolo

WEBINAR / 02 dicembre
Adeguatezza MiFID e sostenibilità: le nuove Linee guida ESMA
ZOOM MEETING Offerte per iscrizioni entro l'11/11
Iscriviti alla nostra Newsletter