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Investimenti sostenibili e rischi climatici: rapporto 2023 di Bankitalia

26 Giugno 2024
Di cosa si parla in questo articolo

Banca d’Italia ha pubblicato il 25 giugno 2024 il rapporto annuale sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici sul 2023, relativo alla struttura di governo, la strategia e il processo adottati da Banca d’Italia, nonché i risultati raggiunti dall’Istituto riguardo l’integrazione degli aspetti ambientali, sociali e di governo societario (ESG) nella gestione degli investimenti e dei rischi finanziari.

Le attività oggetto del Rapporto includono:

  • il portafoglio finanziario
  • le riserve valutarie
  • il Fondo pensione complementare.

La Banca ha adottato un metodo integrato per il governo dei rischi e delle opportunità legati alla sostenibilità all’interno delle proprie strutture e strategie di investimento e, in particolare:

  • il Comitato strategie e rischi finanziari è di ausilio al Direttorio nelle decisioni, valutando le proposte di investimento formulate dalla funzione di Gestione del rischio
  • il Comitato cambiamenti climatici e sostenibilità, svolge funzioni di indirizzo strategico e di coordinamento; non ha compiti direttamente connessi con gli investimenti, ma promuove analisi che contribuiscono all’affinamento delle metodologie per gli investimenti sostenibili della Banca.

Strategia Bankitalia

L’Istituto è impegnato a:

  1. incoraggiare la diffusione di informazioni ESG da parte di imprese, intermediari e altri operatori del sistema finanziario;
  2. pubblicare analisi e guide in materia di finanza sostenibile e comunicare periodicamente i risultati conseguiti sui profili ESG, per favorire la diffusione della cultura della sostenibilità nel sistema finanziario e tra i cittadini
  3. integrare gli indicatori ESG nella gestione di investimenti e rischi finanziari
  4. integrare l’analisi dei rischi dovuti a fattori economico-finanziari con quella dei rischi da cambiamento climatico, insufficiente capacità di gestire altri aspetti ambientali e sociali o da carenze nel governo societario
  5. promuovere la riconversione delle attività delle imprese in portafoglio, favorendo in questo modo una transizione ordinata verso un’economia a basse emissioni di gas serra
  6. proseguire l’acquisizione di obbligazioni verdi (c.d. green bonds), relativamente a titoli emessi da Stati, organismi sovranazionali e agenzie di emanazione pubblica.

Gestione dei rischi climatici e ambientali

La gestione dei rischi mira a contemperare gli obiettivi di sostenibilità con quelli tradizionali (rendimento, basso rischio, liquidità).

Per i portafogli di azioni e obbligazioni societarie, Banca d’Italia favorisce, all’interno di ciascun settore, le imprese con le migliori prassi ESG e quelle più impegnate nella transizione climatica (strategia best‑in-class).

Per mitigare il rischio di transizione del portafoglio e non penalizzare le aziende dei settori responsabili di rilevanti emissioni di gas serra più attive nella decarbonizzazione dei propri processi, l’Istituto pone particolare attenzione agli indicatori prospettici e non solo al livello delle emissioni degli anni precedenti.

Per i titoli di Stato il graduale ampliamento della quota di green bonds nel portafoglio finanziario e nelle riserve valutarie, consente di migliorare il profilo di sostenibilità degli investimenti senza significativi effetti negativi in termini di rischio e rendimento.

Indicatori di sostenibilità

L’analisi degli indicatori di sostenibilità dei portafogli illustrata nel Rapporto avviene in accordo con le linee guida per le pubblicazioni armonizzate dell’Eurosistema.

L’evoluzione degli indicatori di intensità carbonica dei portafogli mostra un ulteriore miglioramento rispetto all’anno precedente per le azioni e le obbligazioni, in ragione del percorso di decarbonizzazione intrapreso dalle imprese in portafoglio, ma anche dall’inflazione che, agendo sulle sole grandezze economiche nominali, genera meccanicamente una riduzione degli indicatori a cui non corrisponde un effettivo calo delle emissioni.

I portafogli azionari e di obbligazioni societarie mostrano punteggi ESG aggregati più elevati rispetto agli indici di riferimento.

Obiettivi

Banca d’Italia è impegnata a rivedere periodicamente la strategia di investimento per assicurare che contribuisca, nel rispetto del mandato istituzionale, al perseguimento sia degli obiettivi dell’Accordo di Parigi sia di quelli di neutralità climatica entro il 2050 stabiliti dall’Unione europea.

Il conseguimento di tali obiettivi è però condizionato da diversi fattori, fra cui:

  • il rispetto degli impegni di neutralità climatica dichiarati dalle imprese e dagli Stati nei cui titoli l’Istituto investe; le scelte degli altri partecipanti ai mercati finanziari
  • l’affinamento delle metodologie per la stima dei rischi climatici
  • i progressi della ricerca sul tema della relazione tra scelte di investimento degli operatori finanziari e strategie climatiche delle imprese non finanziarie.

Alla luce di tali considerazioni, Banca d’Italia ritiene preferibile non esplicitare obiettivi climatici di breve e medio periodo per i propri portafogli, pur rimanendo impegnata a operare nell’ambito delle sue competenze per il conseguimento di quelli dell’Accordo di Parigi e a rispettare la legislazione europea in materia di clima e ambiente.

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