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Il ruolo degli intermediari non bancari nella gestione dei rischi ambientali

20 Febbraio 2023
Di cosa si parla in questo articolo

Il 15 febbraio 2023, Giuseppe Siani, Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, è intervenuto sul tema del risparmio gestito e dei rischi climatici ed ambientali ad esso connessi.

Secondo Siani, le tematiche di sostenibilità (note anche come Environmental, Social and Governance o ESG) sono diventate centrali nell’agenda politica a livello europeo e internazionale, nonché nell’operatività quotidiana degli operatori finanziari e nelle attività di vigilanza delle Autorità competenti. Sebbene le iniziative delle Autorità coprano diverse aree ESG, quelle legate ai rischi ambientali, in particolare quelli climatici, sono al momento quelle su cui si concentra maggiormente l’attenzione.

L’aumento significativo delle quotazioni dei prodotti energetici, le tensioni geopolitiche, l’elevata inflazione e il conseguente abbandono di politiche monetarie accomodanti perdurate per oltre un decennio, pongono nuove sfide agli ambiziosi percorsi di sostenibilità avviati.

Invertendo le tendenze degli anni passati, gli investimenti legati ai settori “sostenibili” hanno fatto registrare, nel corso del 2022, rendimenti inferiori rispetto ai comparti legati alla produzione, trasformazione e distribuzione dell’energia fossile e all’industria bellica.

Tuttavia, questi sviluppi non dovrebbero scoraggiare gli sforzi volti a realizzare un percorso di transizione verso modelli di sostenibilità, in particolare per quanto riguarda la decarbonizzazione dell’economia.

È infatti importante considerare un orizzonte temporale più ampio e continuare ad investire in fonti di energia rinnovabile, dato che le vulnerabilità del sistema di approvvigionamento energetico dell’Europa rendono tale passaggio non solo economicamente conveniente, ma anche urgente.

Senni evidenzia come stiamo vivendo un periodo di transizione complesso, caratterizzato da molteplici difficoltà, tra cui la complessità delle tematiche affrontate, l’incertezza sull’applicazione delle norme e la difficoltà di tradurre i principi generali in azioni concrete.

In questo contesto, gli intermediari non bancari, e in particolare degli operatori del risparmio gestito, svolgono un ruolo fondamentale nel percorso di transizione verso modelli più sostenibili.

Tuttavia, questo percorso presenta anche nuovi rischi e, pertanto, è importante che gli intermediari non solo valutino, ma anche gestiscano correttamente questi rischi, in modo da presidiare la loro situazione patrimoniale e finanziaria.

Gli intermediari che investono assumendo rischio in proprio devono adottare una sana e prudente gestione dei rischi ambientali che impattano sulla loro situazione finanziaria, mentre quelli che gestiscono risorse di terzi devono garantire la sana e prudente gestione dei rischi sui portafogli gestiti e la trasparenza delle informazioni alla propria clientela.

Gli intermediari sono chiamati ad adottare un approccio pragmatico e graduale che consenta progressivi miglioramenti nell’allineamento alle “Aspettative di vigilanza sui rischi climatici e ambientali” pubblicate da Banca d’Italia nel mese di aprile 2022, coerentemente con il quadro dalle stesse delineato.

In sintesi, l’attenzione alla gestione dei rischi climatici e ambientali rappresenta una priorità per il settore finanziario e la sana e prudente gestione di questi rischi è fondamentale per la stabilità del sistema finanziario nel suo complesso.

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