EBA pubblica una relazione tramite cui propone una semplificazione globale del quadro normativo dell’UE sui requisiti di capitale delle banche imposti alle banche dalla disciplina prudenziale UE.
Tale proposte mira a rafforzarne l’efficienza nell’ambito del programma di semplificazione ed efficienza. In particolare, tale proposta si inserisce nel quadro normativo dell’UE in materia di requisiti di capitale delle banche a livello microprudenziale, macroprudenziale e di risoluzione.
Le proposte mirano a ridurre la complessità preservando la resilienza e la risolvibilità delle banche, nonché gli strumenti a disposizione delle autorità, e a garantire che il quadro rimanga incentrato sui rischi emergenti e in continua evoluzione.
EBA fornisce una panoramica dell’attuazione dei requisiti patrimoniali e delle riserve nell’UE negli ultimi dieci anni, sulla base della descrizione del regime patrimoniale microprudenziale, macroprudenziale e di risoluzione nell’UE (“stacking order”) del luglio 2024 e della relazione dell’ottobre 2025 sull’efficienza del quadro normativo e di vigilanza (“TFE report”).
In aggiunta, identifica alcuni miglioramenti alla loro struttura e interazione senza compromettere la resilienza costruita nell’ultimo decennio.
La relazione, si precisa, non propone una riprogettazione radicale, ma si concentra solo su adeguamenti volti a migliorare la coerenza, la prevedibilità e l’efficacia, garantendo al contempo che venga preservata la resilienza acquisita dal sistema bancario europeo.
Le raccomandazioni vengono valutate alla luce di quattro principi guida:
- preservare la resilienza complessiva e la neutralità patrimoniale
- aderire agli standard internazionali
- garantire la proporzionalità
- e migliorare l’efficienza e la profondità del mercato unico.
In particolar modo le misure di semplificazione raccomandate sono:
- Un quadro microprudenziale più snello
- Mantenere gli attuali strumenti microprudenziali basati sul rischio, compresi il Pilastro 1, Pilastro 2 (P2R) e gli orientamenti del Pilastro 2 (P2G), chiarendone e rafforzandone i rispettivi ruoli
- Concentrare maggiormente gli strumenti di vigilanza sui rischi specifici degli istituti e su quelli emergenti
- Eliminare le considerazioni macroprudenziali dal quadro microprudenziale
- Semplificare il quadro relativo al coefficiente di leva finanziaria (LR), convertendo il requisito del Pilastro 2 relativo all’LR in una riserva e eliminando gli orientamenti sull’LR.
- Un quadro macroprudenziale più snello
- Unire l’attuale riserva di capitale anticiclica (CCyB) e la riserva per il rischio sistemico (SyRB) in un’unica riserva rilasciabile, supportata da una metodologia comune di alto livello
- Aggiornare il quadro relativo alle O-SII, includendo miglioramenti alla metodologia di valutazione e tenendo conto della calibrazione delle riserve.
- Un insieme di requisiti più semplice
- Semplificare il quadro MREL, compreso l’allineamento delle definizioni di TLAC e delle risorse ammissibili al MREL, riducendo gli indicatori e semplificando gli adeguamenti, al fine di ridurre la complessità operativa.
La relazione offre un contributo approfondito al dibattito sulla semplificazione, formulando raccomandazioni dettagliate volte a ridurre il numero di livelli e di insiemi di requisiti normativi.
Inoltre, in linea con la TFE, la relazione sottolinea l’importanza del coordinamento tra le autorità responsabili dell’utilizzo di questi vari strumenti.


