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CRR: consultazione EBA sulle “fasi di recessione economica”

6 Marzo 2017
Di cosa si parla in questo articolo

L’Autorità Bancaria Europea (EBA) ha avviato una procedura di consultazione pubblica avente a oggetto possibili Regulatory Technical Standards (RTS) che definiscono quando un’economia sta attraversando una fase di recessione (economic downturn), la cui approvazione è espressamente prevista dagli articoli 181, par. 3 e 182, par. 4 del Regolamento (UE) n. 575/2013 relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento (Capital Requirements Regulation o CRR).

Infatti, tale definizione rileva soprattutto per il calcolo dei requisiti patrimoniali degli intermediari finanziari, in quanto incide direttamente sul coefficiente di perdita in caso di default (loss given dafault o LGD) e sul fattore di conversione (CF) che trasforma le esposizioni fuori-bilancio nelle equivalenti attività ponderate per il rischio.

Gli RTS in parola si inseriscono nella revisione dell’approccio prudenziale basato sui rating interni delle banche (IRB) – oggi diffusamente criticato per la notevole variabilità dei risultati – con l’obiettivo di garantire, però, che i requisiti di capitale restino sensibili al rischio. Negli RTS viene proposto un metodo per l’identificazione di tre importanti elementi – natura, severità, durata – utili a circoscrivere una recessione, che si assume venga prodotta da cause macroeconomiche e creditizie analizzabili alla stregua delle componenti di un modello.

Considerando che l’elevata vincolatività delle prescrizioni derivanti da tale approccio potrebbe comportare il dispendio di considerevoli risorse, l’EBA è alla ricerca di un riscontro anche su due alternative più semplici, gli approcci cosiddetti reference value e supervisory add-on.

Tuttavia, coerentemente con le disposizioni della CRR, gli RTS sottoposti a consultazione non affrontano i metodi da applicare affinché le stime di LGD e CF riflettano le condizioni economiche caratterizzanti una recessione. In ogni caso, alla luce delle loro conseguenze materiali potenzialmente dirompenti sui requisiti patrimoniali degli intermediari, è previsto che le novità in parola – come pure tutte quelle derivanti dalla revisione degli approcci IRB – siano adottate a partire dalla fine del 2020.

La consultazione rimarrà aperta sino al prossimo 29 maggio 2017.

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