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Cooperazione in ambito fiscale: revisione della Direttiva DAC

2 Febbraio 2026
Di cosa si parla in questo articolo

La Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica per la revisione della Direttiva sulla cooperazione amministrativa nel settore fiscale (DAC), a fini di semplificazione degli oneri amministrativi per le imprese.

Gli attuali orientamenti politici della Commissione europea si prefiggono infatti l’obiettivo di rendere le attività commerciali più facili e veloci in Europa, riducendo la burocrazia e semplificando l’attuazione: la comunicazione a lungo termine del 2023 della Commissione sulla competitività si prefigge inoltre l’obiettivo di ridurre gli oneri associati agli obblighi di rendicontazione del 25% per le imprese e del 35% per le piccole e medie imprese (PMI).

In tale contesto, la Commissione sta lavorando ad una possibile proposta legislativa per la modifica e semplificazione della Direttiva sulla cooperazione amministrativa nel settore fiscale (DAC), ovvero il principale strumento legislativo dell’UE che disciplina la cooperazione amministrativa in materia di imposizione diretta.

Questo quadro fornisce strumenti armonizzati, tra cui lo scambio automatico di informazioni (SAI), che consentono alle autorità fiscali degli Stati membri di cooperare in modo efficiente ed efficace nella lotta alla frode, all’evasione e all’elusione fiscale.

Negli ultimi 10 anni, l’ambito di applicazione dello SAI è notevolmente ampliato per tenere il passo con gli sviluppi internazionali.

Dal 1° gennaio 2015, le informazioni sono state scambiate automaticamente su cinque categorie di reddito e capitale:

  • reddito da lavoro dipendente
  • pensioni
  • compensi degli amministratori
  • prodotti assicurativi sulla vita
  • proprietà e redditi da immobili (DAC1).

Dal 2015, il DAC è stato modificato otto volte per includere obblighi di comunicazione e Scambio automatico di informazioni su:

  • informazioni sui conti finanziari (DAC2)
  • ruling fiscali transfrontalieri e accordi preventivi sui prezzi (DAC3)
  • rendicontazioni paese per paese (DAC4)
  • dati antiriciclaggio (DAC5)
  • accordi transfrontalieri che presentano un potenziale rischio di elusione fiscale (DAC6)
  • redditi percepiti da piattaforme (DAC7)
  • redditi percepiti da fornitori e operatori di servizi di criptovalute (DAC8)
  • informazioni per rendere operativa la Direttiva sul Secondo Pilastro (DAC9).

La Commissione sta quindi valutando se un migliore consolidamento del DAC e delle sue otto modifiche legislative (DAC1-DAC9) in un unico strumento giuridico semplificherà la leggibilità e la chiarezza per tutte le parti interessate.

Una recente valutazione del DAC ha evidenziato infatti la necessità di semplificare gli obblighi di rendicontazione per le parti interessate, al fine di eliminare possibili sovrapposizioni, incongruenze o inefficienze nella rendicontazione, in modo da ridurre gli oneri amministrativi.

L’iniziativa della Commissione UE mira ad affrontare alcuni dei problemi individuati:

  • nei risultati della recente valutazione della DAC
  • nelle consultazioni condotte dalla Commissione sulla semplificazione dell’acquis dell’UE in materia di imposizione diretta
  • nelle raccomandazioni derivanti dalle relazioni speciali del 2021 e del 2024 della Corte dei conti europea.

Sarà possibile inviare i contributi alla Commissione entro il 10 febbraio 2026.

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