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Catene di subappalto e tutela dei lavoratori: risoluzione del Parlamento UE

13 Febbraio 2026
Di cosa si parla in questo articolo

Il Parlamento UE, nella seduta di ieri 12 febbraio 2026, ha adottato una risoluzione che richiede alle Istituzioni UE di affrontare la questione delle catene di subappalto e del ruolo degli intermediari ai fini di tutela dei diritti dei lavoratori.

La risoluzione nasce dall’esigenza di affrontare in modo sistemico i rischi derivanti dall’uso crescente di catene di subappalto lunghe e complesse e dal ruolo, talvolta opaco, degli intermediari del lavoro nel mercato unico europeo.

L’atto parlamentare muove da una serie di constatazioni fattuali e giuridiche:

  • la diffusione di fenomeni quali lavoro sommerso, dumping sociale, sfruttamento lavorativo e infiltrazioni criminali nelle strutture imprenditoriali
  • l’aumento del distacco transfrontaliero di lavoratori, in particolare provenienti da paesi terzi
  • la vulnerabilità di determinati settori ad alta intensità di manodopera
  • la frammentazione normativa tra Stati membri che rende disomogenea l’applicazione delle regole e facilita comportamenti elusivi.

Il Parlamento evidenzia inoltre che catene di subappalto (contrattuali) multilivello possono oscurare le responsabilità giuridiche, indebolire i diritti dei lavoratori, compromettere la sicurezza sul lavoro e falsare la concorrenza tra imprese, con effetti negativi non solo sociali ma anche economici e sistemici.

Allo stesso tempo riconosce che il subappalto, se correttamente regolato, rappresenta uno strumento legittimo e utile per l’efficienza produttiva e per la partecipazione delle PMI al mercato, il che impone un approccio equilibrato tra tutela sociale e competitività.

Da tali premesse deriva la richiesta di un intervento coordinato a livello UE, fondato su maggiore trasparenza, cooperazione amministrativa, armonizzazione interpretativa e rafforzamento dell’enforcement.

Fra le principali richieste rivolte a Commissione e Consiglio Ue in tema di tutela dei lavoratori nelle catene di subappalto si rinvengono, sinteticamente:

  • la definizione di una strategia e di un indirizzo politico:
    • l’adozione di una strategia europea globale contro sfruttamento lavorativo, lavoro illegale e subappalto abusivo
    • la garanzia che politiche di competitività e semplificazione normativa non riducano il livello di protezione dei lavoratori
    • il rafforzamento dell’applicazione delle norme esistenti in materia sociale e di mobilità professionale.
  • alcuni chiarimenti normativi e regolazione del mercato:
    • la precisazione dei margini entro cui gli Stati membri possono limitare lunghezza e complessità delle catene di subappalto
    • il rafforzamento della trasparenza e della responsabilità lungo l’intera filiera contrattuale
    • la revisione della disciplina sugli appalti pubblici per contrastare frodi, infiltrazioni criminali e violazioni sociali
    • la definizione a livello UE dei settori ad alto rischio, con possibilità di adattamenti nazionali
    • la valutazione dell’adeguatezza della normativa su salute e sicurezza nelle catene di subappalto.
  • la cooperazione amministrativa in fase applicativa e di controllo:
    • il potenziamento della cooperazione tra autorità nazionali, Commissione, Europol, Autorità europea del lavoro e parti sociali
    • il rafforzamento sostanziale del mandato dell’Autorità europea del lavoro, includendo indagini autonome e ispezioni transfrontaliere
    • l’aumento delle risorse e del personale ispettivo negli Stati membri
    • il miglioramento della raccolta dei dati su subappalti e criminalità lavorativa
    • l’implementazione rapida del sistema digitale ESSPASS per la verifica dei diritti previdenziali
  • il contrasto agli abusi e responsabilità:
    • specifiche azioni contro distacchi fraudolenti e uso abusivo di intermediari del lavoro
    • l’istituzione di registri pubblici degli intermediari con requisiti minimi di affidabilità
    • l’introduzione di sanzioni efficaci e dissuasive, anche parametrate alla dimensione economica delle imprese
    • il riconoscimento reciproco tra Stati membri di sanzioni e divieti commerciali
    • specifici strumenti europei per il recupero transfrontaliero di salari e contributi non versati
    • l’analisi e la prevenzione dei fallimenti utilizzati per eludere responsabilità.
  • l’uso della spesa pubblica come leva per promuovere condizioni di lavoro dignitose
  • l’integrazione della dimensione di genere nelle politiche
  • il coinvolgimento strutturato delle parti sociali nella definizione delle misure.
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