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Bankitalia sulla riforma della governance economica europea

15 Aprile 2024
Di cosa si parla in questo articolo

Banca d’Italia ha pubblicato una memoria, inoltrata il 9 aprile alle Commissioni riunite 5a del Senato della Repubblica (Programmazione economica e bilancio) e V della Camera dei Deputati (Bilancio, Tesoro e Programmazione), relativa alle prospettive di riforma delle procedure di programmazione economica e finanziaria e di bilancio, in relazione alla riforma della governance economica europea.

Banca d’Italia ricorda preliminarmente che gli ultimi quindici anni sono stati caratterizzati da crisi molto profonde che hanno inciso sulle finanze pubbliche italiane.

Nel periodo 2008-2014, in particolare, segnato dalla crisi finanziaria globale prima e da quella dei debiti sovrani poi, il rapporto tra il debito e il PIL è cresciuto di circa trenta punti percentuali; a causa della crisi pandemica, nel 2020 è aumentato di oltre venti punti (poi quasi interamente riassorbiti).

Ma i risultati di finanza pubblica sono stati insoddisfacenti anche in periodi di relativa calma: alla fine del 2022 il rapporto tra il debito e PIL in Italia era superiore di quasi sessanta punti a quello del resto dell’area dell’euro.

Nello stesso periodo l’indebitamento netto rispetto al prodotto è stato in media di un punto superiore a quello del resto dell’area euro: il maggiore avanzo primario (oltre un punto) è stato più che compensato da una più elevata spesa per interessi.

Banca d’Italia ritiene che agli scarsi progressi registrati sul fronte dei conti pubblici in fasi relativamente positive del ciclo possano avere contribuito dei limiti che hanno caratterizzato la conduzione della politica di bilancio in alcune circostanze, fra cui:

  • un insufficiente orientamento al medio periodo, dovuto a:
    • definizione di piani in cui il consolidamento è rimandato nel tempo;
    • adozione di provvedimenti senza tenere pienamente conto dei loro riflessi sui bilanci futuri;
    • decisioni di aumentare la spesa o ridurre le entrate in via permanente a fronte di risparmi di natura temporanea;
    • la scelta di non attuare un’incisiva revisione della spesa.
  • l’adozione di un approccio non abbastanza prudente, sottostimando i rischi per la finanza pubblica che possono derivare dal quadro macroeconomico e dall’effettivo andamento dei conti in corso d’anno: vi è stata una tendenza a non correggere ex post gli scostamenti negativi dagli obiettivi e a utilizzare quelli positivi per finanziare nuove misure espansive.
  • un problema di chiarezza: non sempre è agevole, sulla base dei documenti ufficiali, farsi un’idea accurata dell’evoluzione dei conti tendenziali, sia in corso d’anno sia a più lungo termine: i tempi dedicati all’analisi e alla discussione parlamentare sono compressi e da ciò ne risente la qualità e la consapevolezza del dibattito sui temi di finanza pubblica.

Le regole europee, e quelle nazionali di recepimento, non sono state in grado di eliminare queste distorsioni: anche da questa constatazione è recentemente scaturita una riforma della governance economica della UE (analizzata nella memoria alla Sezione 1) alla quale dovrà necessariamente seguire un adattamento della disciplina nazionale (come specificato più nel dettaglio nella Sezione 2 della memoria).

Regole di bilancio credibili e ben disegnate possano infatti migliorare la qualità delle decisioni e ancorare le aspettative di imprese, famiglie e mercati finanziari, contribuendo alla stabilità macroeconomica e finanziaria.

Secondo Banca d’Italia, il recepimento della nuova governance è un’occasione per irrobustire il quadro normativo nazionale.

Con la memoria pubblicata, pertanto, nella Sezione 3, Banca d’Italia non entra nel dettaglio di tutte le norme da modificare, in attesa di alcune linee guida per l’applicazione delle regole europee da parte della Commissione; tuttavia, propone degli spunti volti a superare i limiti della politica di bilancio italiana attuali, sinteticamente indicati.

Di cosa si parla in questo articolo
Una raccolta sempre aggiornata di Atti, Approfondimenti, Normativa, Giurisprudenza.
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