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Banca d’Italia al convegno su AI, politica digitale e governance dei dati

4 Giugno 2024
Di cosa si parla in questo articolo

Il Direttore Generale della Banca d’Italia, Luigi Signorini, ha aperto i lavori della Tavola rotonda su “Digital Policy and Data Governance in the Age of AI“, organizzata dalla Banca d’Italia e dal Competition and Innovation Lab della George Washington University, il 3 giungo 2024.

Il Direttore si è soffermato  sulla politica digitale e la governance dei dati, che sono destinati a complessi compromessi.

Si è quindi concentrato, nel suo intervento, su tre aree chiave:

  • la localizzazione dei dati
  • il commercio digitale
  • la governance dell’AI.

La questione principale riguarda per il Direttore le restrizioni ai trasferimenti transfrontalieri di dati: l’OCSE ha dimostrato che i flussi di dati transfrontalieri sono sempre più regolamentati.

Anche nelle democrazie liberali e nelle economie di mercato, l’approccio normativo ai flussi di dati comporta un certo compromesso tra libertà, libertà di parola e libero scambio da un lato, e privacy, proprietà intellettuale, prevenzione del crimine e sicurezza nazionale dall’altro: bilanciare queste preoccupazioni in un ambiente tecnologico e di mercato in rapida evoluzione è un compito delicato.

La regolamentazione della localizzazione e dei flussi di dati genera costi per gli attori del mercato e in particolare per le imprese più piccole, che potrebbero non avere le risorse necessarie per affrontare un complicato quadro normativo transfrontaliero.

Tuttavia, la regolamentazione del flusso di dati può creare vantaggi per i consumatori e i fornitori di servizi in termini di aumento della fiducia, che potrebbero compensare i costi della regolamentazione.

Una questione specifica riguarda la sfera finanziaria: le restrizioni al flusso di dati incidono, tra l’altro, sull’efficienza e sull’integrità tra l’altro, l’efficienza e l’integrità delle transazioni e dei pagamenti transfrontalieri.

La questione dei pagamenti è al centro dell’attività della maggior parte delle banche centrali e Banca d’Italia, ricorda il Direttore, è molto attiva in questo campo.

Per molti versi, gli ostacoli tecnici e normativi fanno sì che i pagamenti transfrontalieri rimangano lenti e costosi: sicuramente sono necessarie delle garanzie, ad esempio per l’antiriciclaggio e l’antiterrorismo; è necessario trovare un modo per ridurre i costi e aumentare la velocità e la convenienza, senza compromettere l’integrità e la sicurezza.

Il commercio digitale, prosegue il Direttore nel proprio intervento, è in piena espansione:  secondo l’OCSE, nel 2020 rappresenterà il 25% del commercio globale.

Questo pone gli operatori di fronte a un altro trade-off, anche se non limitato allo spazio digitale: l’apertura del commercio contro la politica interna.

In effetti, in tutto il mondo, la frammentazione e le barriere sono sempre più un problema nella discussione sulle politiche globali: questa tendenza può toccare il commercio digitale.

Ad esempio, l’iniziativa congiunta sul commercio elettronico in corso presso l’OMC, che gli Stati Uniti avevano fortemente sostenuto, ha ora subito un ridimensionamento.

Il terzo e ultimo punto affrontato dal Direttore riguarda l’intelligenza artificiale, il quale pone l’attenzione, in quest’ambito, su un altro compromesso, evidenziato dalla crescita spumeggiante, ma tutt’altro che omogenea, della regolamentazione dell’IA.

Si chiede, in particolare, come si concilia la tutela della privacy, della proprietà intellettuale e di altri diritti fondamentali (che sembra richiedere una maggiore più regolamentazione) e la promozione di una vivace innovazione (che spesso sembra richiederne di meno).

Sebbene il quadro normativo sia ancora in evoluzione, le diverse giurisdizioni sembrano già bilanciare i pro e i contro in modo diverso.

Per il momento, le speranze (o i timori?) di un approccio normativo omogeneo e coerente all’IA a livello globale, secondo il Direttore, sono poche.

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