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Antiriciclaggio ed evasione fiscale: il punto del direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF)

15 Marzo 2012
Di cosa si parla in questo articolo
UIF

Il dott. Giovanni Castaldi, direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), è intervenuto sul tema “Gli obblighi antiriciclaggio e il contrasto dell’evasione fiscale” nel corso del convegno “Lotta all’evasione fiscale. Economie sommerse e difesa dello sviluppo legale” organizzato a Santa Maria Capua Vetere il 9 marzo scorso.

Secondo Castaldi, riciclaggio ed evasione fiscale presentano un notevole parallelismo, che si riflette in recenti iniziative internazionali di contrasto ai paradisi fiscali. Inizialmente caratterizzate da prevalenti finalità di antiriciclaggio, tali iniziative si sono rafforzate in questi ultimi anni di crisi economica allo scopo evidente di recuperare gettito tributario.

Tra le pratiche utilizzate indifferentemente per celare redditi al fisco o per dissimulare l’origine criminale del danaro da riciclare Castaldi ricorda: le fatturazioni false emesse da società di comodo (cd. cartiere) a fronte di prestazioni inesistenti; le sottofatturazione delle vendite ovvero sovrafatturazione degli acquisti concordate con società effettivamente operative per abbattere i ricavi o incrementare fittiziamente i costi; il trasferimento all’estero delle disponibilità irregolarmente accumulate; i trasferimenti all’estero di imprese decotte; le varie simulazioni di negozi giuridici intese a giustificare il trasferimento di disponibilità finanziarie o di cespiti patrimoniali; l’interposizione di prestanome o schermi societari; cessioni di crediti, cartolarizzazioni e operazioni di finanza strutturata.

Fra i comuni strumenti di contrasto si annoverano le segnalazioni all’Unità di informazione finanziaria (UIF) di operazioni sospette di riciclaggio, le limitazioni all’utilizzo del contante per garantire la tracciabilità delle transazioni, il monitoraggio della circolazione transfrontaliera del contante e degli altri strumenti finanziari pagabili al portatore.

Quale ostacolo al contrasto dell’evasione e del riciclaggio, Castaldi lamenta: l’inadeguatezza della legislazione fiscale, confusa e instabile, con possibilità di avallare interpretazioni opinabili; la sostanziale depenalizzazione del falso in bilancio; l’insufficiente integrazione informativa fra sistemi antiriciclaggio e antievasione.

Secondo Castaldi, di fronte al carattere emergenziale assunto dal recupero dell’evasione, occorre valutare l’opportunità di eventuali interventi legislativi intesi a superare gli attuali impedimenti.

In questo senso, Castaldi accoglie con favore l’introduzione, ad opera del Decreto salva Italia (art. 11, comma 2), dell’obbligo per gli operatori finanziari di comunicare periodicamente all’Anagrafe Tributaria, per ciascun cliente, la movimentazione  dei rapporti, l’importo delle operazioni e ogni relativa informazione necessaria a fini di controllo fiscale. Una volta a regime, questa misura dovrebbe infatti consentire all’Agenzia delle Entrate di elaborare specifiche liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione.

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