La Corte d’appello di Catanzaro, con sentenza n. 1197 del 23 settembre 2026, rigetta i ricorsi proposti per ottenere il riconoscimento e l’attuazione in Italia della sentenza inglese della High Court of Justice, in merito ad un contratto di operazioni di interest rate swap tra una banca e un ente locale.
La Corte d’appello ricorda come “la peculiare complessità della questione abbia, da ultimo, suggerito alla Suprema Corte di rimettere a pubblica udienza la decisione su fattispecie analoga (Cass. Civ. Sez. I, Ordinanza interlocutoria dell’8 luglio 2026 n. 22807)“, ma “ritiene di dovere esaminare la vicenda, profilandosi la sussistenza di tutti gli elementi necessari per la decisione”.
La statuizione è che “assume contenuto di ordine pubblico economico internazionale il principio che inibisce il riconoscimento di debiti anche degli Enti Locali qualora essi derivino dal ricorso a procedure e contratti assunti per fini diversi dagli investimenti e producano nuovo debito”, e alla base vi sono l’art. 126 TFUE, a norma del quale “Gli Stati membri devono evitare disavanzi pubblici eccessivi” e gli artt. 81 e 119 Cost., sul rilievo in fatto che “La struttura del contratto swap (…) è sostanzialmente generativa di nuovo debito”.

