Consob ha pubblicato il Rapporto sulla rendicontazione di sostenibilità delle società quotate italiane relativo al 2025, primo anno di rendicontazione con la disciplina delineata dalla normativa europea CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e dagli standard obbligatori ESRS (European Sustainability Reporting Standards).
Il Rapporto analizza la rendicontazione di sostenibilità di un campione di società quotate italiane, alla luce del D. Lgs. 125/2024, che ha recepito la
Direttiva 2022/2464/UE (CSRD): l’obiettivo è valutare come stia evolvendo l’integrazione dei fattori ESG nei processi decisionali aziendali, anche in relazione ai cambiamenti del quadro normativo di riferimento.
Con l’entrata in vigore del citato decreto, le analisi presentate nel Rapporto relative alle informazioni raccolte sulle rendicontazioni di sostenibilità sono state sviluppate considerando in particolare gli obblighi previsti dagli standard europei di rendicontazione (ESRS), elaborati d EFRAG e resi ufficiali tramite il Regolamento delegato (UE) 2023/2772.
Il Rapporto include altresì l’Addendum “Le DNF e l’evoluzione sostenibile delle società quotate italiane”, in cui sono presentate le principali evidenze emerse dalle analisi sulla rendicontazione non finanziaria delle società quotate italiane condotte nel periodo 2018‑2024: le evidenze mostrano un progressivo rafforzamento, a partire dall’entrata in vigore del D. Lgs. 254/2016, dell’integrazione dei temi ESG nei modelli di business e nella governance.
I dati oggetto di analisi fanno riferimento a un campione di 60 società italiane con azioni ordinarie quotate sul principale mercato regolamentato italiano gestito da Borsa Italiana Spa (Euronext Milan – EXM) alla data del 31 dicembre 2024.
Il rapporto è organizzato in 3 sezioni:
- nella prima Sezione “Rendicontazione di sostenibilità” si analizzano le relazioni di sostenibilità pubblicate dagli emittenti nel corso del 2025 e le informazioni ivi riportate, con particolare riferimento alle modalità che le società utilizzano per individuare e rappresentare i temi rilevanti oggetto di rendicontazione sulla base del principio di doppia materialità previsto dalla CSRD. Inoltre, sono esaminati:
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- gli abstract dei Piani strategici delle società per valutare, con riferimento all’anno di rendicontazione
- l’integrazione dei temi ESG nella strategia aziendale
- in quale misura le questioni finanziarie e di sostenibilità sono integrate tra loro.
- nella seconda Sezione “Temi materiali” sono presentate analisi più dettagliate sui temi rilevanti individuati dalle società attraverso l’analisi di doppia materialità.
- nella terza Sezione “Politiche retributive e sostenibilità“ si analizzano alcune informazioni riportate nelle relazioni sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti pubblicate nel 2025, per verificare se le remunerazioni variabili degli amministratori delegati siano legate a obiettivi ESG.
Le evidenze, in generale, mostrano che le società soggette agli obblighi normativi, a partire dall’esercizio 2027, presentano, rispetto a quelle che potrebbero non essere più obbligate, processi di rendicontazione più strutturati, con una maggiore diffusione:
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- di procedure interne per la predisposizione della rendicontazione di sostenibilità
- Piani ESG o di sostenibilità
- un’integrazione dei fattori ESG nella strategia e nell’ambito delle politiche di remunerazione dei vertici.
Le società non più obbligate alla rendicontazione, di dimensioni minori e con processi meno formalizzati, mostrano tuttavia un comune approccio nell’individuazione dei temi rilevanti ai fini della rendicontazione.
I cambiamenti climatici risultano comunque tra le priorità per tutte le società analizzate, anche se solo il 13% del campione dichiara di avere un piano di transizione climatica in essere, mentre il 17% ne prevede una prossima adozione.
Quanto ai temi sociali, gli impatti connessi ai lavoratori dell’impresa sono rilevanti per tutte le società.
Sempre più marcato, infine, il ruolo dei fattori ESG nelle politiche di remunerazione: il 78% delle società del campione (e il 90% delle società che saranno obbligate in futuro alla rendicontazione di sostenibilità) li ha integrati nei compensi variabili degli amministratori delegati.

