Antiriciclaggio
07/07/2020

La Corte dei conti europea avvia un audit sul sistema antiriciclaggio nel settore bancario dell’UE

di Antonio Martino, Of Counsel, DLA Piper; Ernesto Carile, Tenente Colonnello, Guardia di finanza

Il contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo costituisce, ormai, una sfida strategica dell’Unione Europea e, nel 2020, ha visto impegnate diverse Istituzioni comunitarie nell’elaborare numerose linee d’azione volte a rafforzare l’ecosistema normativo ed organizzativo a disposizione degli Stati membri e delle rispettive Autorità di Controllo. Il 2021 sarà sicuramente un anno cruciale per determinare un rafforzamento ulteriore a livello europeo nel settore AML/CFT, così come previsto dal “Piano d’azione per una politica globale dell’Unione in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo[1] pubblicato il 7 maggio 2020 dalla Commissione Europea.

Nel contesto della rinnovata enfasi e del tenace impegno della Commissione, del Consiglio e del Parlamento sulla necessità di rivedere e consolidare le politiche AML e combattere il finanziamento del terrorismo, la Corte dei Conti Europea[2] ha avviato un audit incentrato sull’analisi dell’efficacia degli sforzi dell’U.E. per combattere il riciclaggio di denaro nel settore bancario.

L’11 giugno 2020 la Corte ha, pertanto, pubblicato un “Audit Preview” con cui illustra le linee guida che verranno seguite nella redazione di un ampio programma di monitoraggio che si concluderà nella prima metà del 2021[3].

Il documento descrive - inizialmente - le caratteristiche principali del riciclaggio di denaro, definito come minaccia globale al sistema economico-finanziario, individuando il settore bancario come fulcro della stratificazione dei proventi illegali. In merito, viene citata una recente statistica di Eurostat, che dimostra come oltre il 75% delle transazioni finanziarie sospette segnalate nell’UE siano state comunicate alle Autorità di Controllo proprio dagli enti creditizi.

Inoltre, la Corte dei Conti analizza il percorso normativo internazionale intrapreso dal 1989 con l’istituzione del GAFI, tra i cui membri è inclusa la Commissione Europea, oltre a 14 Stati dell’UE. Le Istituzioni comunitarie, a partire dal 1991, ripercorrendo l’evoluzione degli standards e delle raccomandazioni emanate proprio dal GAFI, hanno adottato la prima Direttiva Antiriciclaggio (AMLD) cui sono seguiti quattro aggiornamenti, da ultimo nel 2018.

Nonostante gli sforzi finalizzati a “proteggere” il sistema economico-finanziario dall’inquinamento causato dai proventi di origine criminale, alcune banche europee sono state coinvolte in una serie di scandali finanziari che hanno dimostrato la necessità di rafforzare le misure di contrasto in materia di lotta contro il riciclaggio ed il finanziamento del terrorismo.

L’esigenza di dare risposte ambiziose ha portato la neo costituita Commissione Europea a formulare il “Piano d’azione” imperniato sui seguenti sei pilastri:

  • garantire l’effettiva applicazione delle norme dell’Unione Europea mediante un continuo monitoraggio dell’attuazione del piano giuridico esistente da parte degli Stati membri;
  • istituire di un corpus normativo unico, mediante un Regolamento, al fine di evitare un’applicazione disomogenea delle direttive ovvero interpretazioni divergenti da parte degli Stati membri;
  • introdurre un supervisore a livello europeo che vigili sulle norme AML/CFT;
  • istituire un meccanismo di supporto e cooperazione per le Unità di Informazione Finanziaria, atteso che le stesse svolgono, negli Stati membri, un ruolo fondamentale nell’identificazione di transazioni e attività potenzialmente collegate ad attività criminali;
  • applicazione delle disposizioni di diritto penale a livello UE ed efficace scambio delle informazioni mediante la cooperazione giudiziaria e di polizia, anche sfruttando il ruolo determinante della collaborazione attiva con il settore privato ed i soggetti obbligati;
  • rafforzare il ruolo internazionale dell’Unione Europea soprattutto nella collaborazione con il GAFI nella definizione ed aggiornamento degli standards internazionali nella lotta contro il riciclaggio di denaro ed il finanziamento del terrorismo.

La Corte dei Conti Europea riassume i ruoli e le responsabilità nell’assetto antiriciclaggio anche per meglio descrivere in quale direzione si svilupperà l’attività di audit che, pertanto, dovrà necessariamente valutare come gli Stati membri abbiano organizzato i propri Organismi di Vigilanza AML con l’obiettivo di garantire che gli istituti finanziari ed i vari soggetti interessati rispettino i loro obblighi, soprattutto in relazione all’inoltro di segnalazioni di operazioni sospette alle Unità di Informazione Finanziaria.

In tale ambito, la stessa Istituzione dell’Unione Europea sottolinea i ruoli dei vari organismi/autorità nello specifico settore ed in particolare:

  • la Direzione generale della Commissione per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali (DG FISMA) deve coordinare le politiche AML e CFT dell’Unione ed è responsabile di evidenziare i rischi per il sistema finanziario, formulando adeguate raccomandazioni;
  • l’Autorità Bancaria Europea (ABE)[4] ha la responsabilità di guidare, coordinare e monitorare la lotta del settore finanziario dell’Unione Europea contro il riciclaggio di denaro ed il finanziamento del terrorismo, anche con l’adozione di opportuni strumenti normativi;
  • la Banca Centrale Europea (BCE) è responsabile della vigilanza prudenziale delle maggiori banche dell’area dell’euro anche in ambito antiriciclaggio;
  • Europol deve supportare gli Stati membri nella loro lotta contro il riciclaggio di denaro ed il finanziamento del terrorismo, anche gestendo la piattaforma informatica FIU.net per la condivisione delle informazioni finanziarie in abito U.E.[5].

La Corte dei Conti Europea ritiene pertanto prioritaria un’analisi approfondita che possa valutare l’efficacia delle politiche di contrasto al riciclaggio di denaro ed al finanziamento del terrorismo nel settore bancario in un’ottica “multi-istituzionale” e, per questo, si prefigge l’obiettivo di esaminare e verificare la corretta applicazione della legislazione comunitaria. In particolare, l’audit, che la citata Corte ritiene di pubblicare nella prima metà del 2021, riguarderà:

  • come la Commissione sta valutando il recepimento della legislazione dell’UE nel diritto degli Stati membri;
  • come i rischi AML vengono valutati e comunicati alle banche ed alle autorità nazionali di controllo;
  • come le informazioni AML sono condivise tra i soggetti interessati a livello dell’Unione Europea e degli Stati membri;
  • quali azioni vengono intraprese in risposta a sospette violazioni della normativa AML negli Stati membri.



[2] La Corte dei conti europea è un’istituzione dell'UE sancita dal trattato, che espleta i propri controlli nell'ambito di un quadro interistituzionale definito in primo luogo dal Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) e dal Regolamento Finanziario applicabile al bilancio generale dell'UE. “La Corte dei conti assicura il controllo dei conti dell'Unione” (TFUE, articolo 285). Il TFUE attribuisce alla Corte il compito principale di assicurare il controllo dei conti dell'Unione, con il duplice obiettivo di migliorare la gestione finanziaria e informare i cittadini europei sull'impiego dei fondi pubblici da parte delle Autorità responsabili della loro gestione.

Ai sensi degli artt. 285 (composizione), 286 (doveri dei membri) e 287 (compiti) del Trattato, i compiti principali sono i seguenti:

  • esaminare i conti di tutte le entrate e le spese dell'Unione europea e di ogni organo o organismo da essa creato, nella misura in cui l'atto costitutivo non escluda tale esame;
  • presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una dichiarazione concernente l'affidabilità dei conti e la legittimità e la regolarità delle operazioni su cui si basano tali conti, che è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea. Detta dichiarazione può essere completata con valutazioni specifiche per ciascuno dei principali settori di attività dell'Unione;
  • esaminare la legittimità e la regolarità di tutte le entrate e spese ed accertare la sana gestione finanziaria. Nell'esercitare tale controllo, essa riferisce in particolare su ogni caso di irregolarità;
  • dopo la chiusura di ciascun esercizio, stendere una relazione annuale che è trasmessa alle altre Istituzioni dell'UE ed è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, accompagnata dalle risposte delle Istituzioni alle osservazioni della Corte;
  • presentare in ogni momento le sue osservazioni su problemi particolari sotto forma di relazioni speciali e dare pareri su richiesta di una delle altre Istituzioni dell'Unione;
  • assistere il Parlamento europeo e il Consiglio nell'esercizio della loro funzione di controllo dell'esecuzione del bilancio;
  • per quanto riguarda la Banca Centrale Europea, la funzione di audit si limita ad un esame dell'efficienza operativa della gestione della BCE.

[4] Il mandato dell’ABE è stato recentemente rafforzato dal Regolamento (UE) 2019/2175, che le ha conferito la responsabilità di guidare, coordinare e monitorare l’operato in materia di AML/CFT di tutti i fornitori di servizi finanziari dell’UE e delle Autorità competenti. L’ABE ha inoltre il potere di istituire una banca dati AML/CFT dei rischi e delle azioni di vigilanza a livello dell’UE, effettuare valutazioni del rischio sulle autorità competenti e, se necessario, chiedere alle autorità di indagare e prendere provvedimenti nei confronti dei singoli istituti finanziari. L’ABE ha pubblicato una prima relazione nel febbraio 2020, nella quale ha messo in evidenza una serie di problemi, sottolineando che le «metodologie impiegate dalle autorità competenti per quanto riguarda la vigilanza AML/CFT delle banche non sempre si sono rivelate efficaci».

L’istituzione di un’Autorità di Vigilanza a livello dell’UE rafforzerà il rispetto delle norme, garantendo così che siano adottate misure adeguate per prevenire in primo luogo il riciclaggio di denaro e, laddove ciò non sia possibile, che siano imposte sanzioni efficaci.

[5] In tale contesto, il 5 giugno 2020, Europol ha creato - al suo interno - il Centro per la Criminalità Finanziaria ed Economica (European Financial and Economic Crime Centre - EFECC), costituito da 65 esperti analisti. Il centro permetterà di concentrare in un unico organismo tutte le capacità di Europol per il contrasto della criminalità economico e finanziaria, rafforzando l’efficacia di intervento ed aumentando la capacità operativa delle indagini finanziarie a supporto delle Autorità di controllo e delle Forze di polizia europee

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