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Verso la PSD3: la posizione di Banca d’Italia

17 Aprile 2023
Di cosa si parla in questo articolo

Il Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, Piero Cipollone, è intervenuto al Convegno internazionale “Towards PSD3: the Dynamics of Digitalized Payment Services Market“, organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre.

In particolare, evidenzia Cipollone, il settore dei pagamenti è una componente fondamentale del mercato unico europeo. A causa della sua persistente frammentazione lungo i confini nazionali, è stato al centro di numerosi interventi tecnici e normativi volti a migliorare l’armonizzazione tra gli Stati membri.

In questo percorso verso la PSD3, la PSD2 è stata una pietra miliare: ha portato a una maggiore armonizzazione e concorrenza nei servizi di pagamento. Tuttavia, prima di poter affermare la creazione di un mercato unico dei pagamenti al dettaglio nell’UE, è necessario raggiungere altre due tappe fondamentali: completare il lavoro e consentire all’innovazione di essere così dirompente come previsto dalla PSD2 e incorporare nel regolamento i cambiamenti del panorama tecnologico avvenuti dopo l’entrata in vigore della PSD2.

Per quanto riguarda il completamento del lavoro, devono essere superati tre ostacoli: in primo luogo, la mancanza di una piena armonizzazione e di una completa applicazione delle norme in tutti gli Stati membri; infatti, il quadro dei servizi di pagamento deve ancora essere pienamente allineato con altre politiche e legislazioni dell’UE: Come ad esempio al Regolamento generale sulla protezione dei dati – GDPR, alla Direttiva sulla moneta elettronica – EMD2 e al Regolamento sul mercato dei cripto-asset – MiCAR.

Il costo dei servizi di pagamento è il secondo ostacolo; può essere ulteriormente ridotto promuovendo una maggiore concorrenza all’interno e tra gli Stati membri.

In terzo luogo, il ruolo dei fornitori di tecnologia (comprese le BigTech) nel settore dei pagamenti deve ancora essere chiarito. Per quanto riguarda il cambiamento tecnologico, bisogna considerare che la PSD2 è entrata in vigore in Italia nel 2018; a quel tempo realtà come smart contract, DeFi, meccanismi di consenso, Dao e DLT non esistevano nemmeno e, quando esistevano, erano sconosciuti alla maggior parte degli utenti.

Cipollone evidenzia come nella previsione della PSD3 si debba innanzitutto cogliere le profonde implicazioni del nuovo contesto tecnologico.

La caratteristica più evidente è che la catena di fornitura di un servizio di pagamento è sempre più frammentata tra attori specializzati e interdipendenti coinvolti nella struttura creata dalla tecnologia, anche in assenza di qualsiasi relazione contrattuale.

La PSD2 ha contribuito a porre fine all’esclusività del rapporto banca-cliente, consentendo a nuovi attori come i Third Party Provider (TPP) di offrire nuovi servizi ai propri clienti, ovvero servizi di open banking, senza avere alcun rapporto contrattuale con gli incumbent Payment Services Provider sui cui wallet questi clienti detengono i propri risparmi.

Occorre poi riflettere sulle conseguenze di questo nuovo paradigma tecnologico e sullo sviluppo della PSD3 sul quadro normativo italiano : il tradizionale approccio di vigilanza e/o supervisione, che postula responsabilità chiaramente riconducibili a specifiche entità, non è più adatto a rispondere alle sfide poste dal nuovo ecosistema frammentato di entità.

Questo approccio è in linea con il nuovo quadro di riferimento dell’Eurosistema per la sorveglianza degli strumenti, schemi e dispositivi di pagamento elettronici (PISA), applicabile dal novembre 2022, che è importante perché introduce due novità significative. Innanzitutto, supera la nozione tradizionale di “trasferimento di fondi”, abbracciando invece quella di “trasferimento di valore”, estendendo così l’ambito di sorveglianza ai token di pagamento digitali (ad esempio, cripto-asset utilizzati all’interno di uno schema e stablecoin).

In conclusione, il settore dei pagamenti al dettaglio è un incubatore di innovazione. Le banche centrali e le autorità di vigilanza possono svolgere un ruolo chiave nel garantire che le esternalità positive dell’innovazione vadano a beneficio sia dei consumatori che delle imprese.

La Banca d’Italia è attivamente coinvolta in questo processo, monitorando gli sviluppi del mercato, interagendo con gli operatori e sostenendo l’adozione precoce delle tecnologie digitali da parte del mercato finanziario.

In questo contesto – in particolare per quanto riguarda l’interazione con il mercato – si segnalano le attività dei facilitatori dell’innovazione della Banca d’Italia, in particolare quelle del Comitato Pagamenti Italia (CPI), gestito dalla Banca d’Italia, che ha recentemente avviato tre gruppi di lavoro tecnici dedicati rispettivamente a: (i) revisione della PSD2, verso la PSD3 (ii) Open Banking e (iii) incassi e pagamenti pubblici.

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