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Valutazione della qualità del credito: la guida Banca d’Italia

1 Marzo 2023
Di cosa si parla in questo articolo

La Banca d’Italia ha pubblicato una nota informativa sulla valutazione della qualità del credito, che include una guida per la selezione delle informazioni statistiche più appropriate per le diverse finalità di analisi degli utenti.

In particolare, la nota si concentra sulle principali classi di credito deteriorato, fornendo informazioni sulle fonti e sui dati utili per analizzare la rischiosità della clientela e dei finanziamenti nel portafoglio degli intermediari.

Il paragrafo 2 della nota definisce le principali classi di credito deteriorato, mentre i paragrafi 3 e 4 forniscono informazioni sulle fonti e sui dati utili per l’analisi della rischiosità della clientela e dei finanziamenti nel portafoglio degli intermediari, rispettivamente per finalità di analisi economica e di stabilità finanziaria e per la vigilanza prudenziale.

Il paragrafo 5 sottolinea le differenze tra le fonti disponibili, evidenziando come la Banca d’Italia metta a disposizione sul proprio sito internet diverse informazioni sulla qualità del credito per varie tipologie di intermediari, come banche, gruppi bancari e società finanziarie. Tali informazioni sono distinte in base al grado di deterioramento del credito, alla presenza di garanzie sottostanti, alle caratteristiche dei debitori e alla finalità del prestito.

Tuttavia, è importante notare che queste informazioni sono diffuse con differenti frequenze e ritardi rispetto alla data di riferimento del fenomeno rilevato. Pertanto, gli utenti devono prestare attenzione alla data di riferimento delle informazioni quando le utilizzano per le loro analisi.

Valutazione della qualità del credito: i crediti deteriorati

I crediti deteriorati delle banche rappresentano prestiti a clienti che non riescono ad adempiere alle proprie obbligazioni contrattuali a causa di problemi finanziari ed economici.

A partire dal 2014, la normativa europea ha introdotto una definizione armonizzata di crediti deteriorati, che consente di confrontare le statistiche italiane con quelle di altri paesi dell’Unione Europea. La Banca d’Italia fornisce ulteriori dettagli rispetto alle definizioni europee, distinguendo tra diverse classi di crediti deteriorati.

La classe più grave è quella delle sofferenze, che comprende esposizioni verso soggetti insolventi o in situazioni equiparabili. La seconda classe è quella delle inadempienze probabili, che comprende esposizioni per le quali la banca ritiene improbabile che il debitore possa adempiere integralmente alle proprie obbligazioni contrattuali senza il ricorso a garanzie o azioni giudiziarie. La terza classe è quella delle esposizioni scadute o sconfinanti deteriorate, ovvero esposizioni scadute o superiori ai limiti di affidamento per oltre 90 giorni. La Banca d’Italia fornisce informazioni dettagliate sulla qualità del credito delle banche e altre tipologie di intermediari finanziari sul proprio sito internet, distinte in base al grado di deterioramento del credito, alla presenza di garanzie sottostanti, alle caratteristiche dei debitori e alla finalità del prestito. Le informazioni sono diffuse con diversa frequenza e ritardi a seconda della data di riferimento del fenomeno rilevato.

È fondamentale sottolineare che in Italia la definizione di inadempienza probabile differisce da quella adottata a livello europeo, la cosiddetta “unlikely to pay”. Infatti, la classificazione italiana tiene conto del livello di rischio delle esposizioni, includendo sia quelle già scadute che quelle ancora in corso, mentre la definizione armonizzata esclude le esposizioni scadute da oltre 90 giorni, che rientrano nella categoria delle cosiddette “past-due exposures”.

I crediti deteriorati lordi e netti

I crediti deteriorati delle banche sono distinti in valori lordi e netti: i primi rappresentano l’ammontare che il debitore deve restituire alla banca, mentre i secondi sono una stima di quanto la banca prevede di recuperare effettivamente. Le esposizioni nette sono la differenza tra i valori lordi e le rettifiche di valore contabili rilevate dalla banca per coprire le perdite attese. L’intero volume dei crediti deteriorati deve essere considerato nell’analisi della qualità del credito, poiché le posizioni creditizie possono migrare tra le diverse classi di deterioramento (sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute o sconfinanti deteriorate), senza che ciò rappresenti necessariamente un effetto sull’intero aggregato dei crediti deteriorati.

I crediti deteriorati lordi

È importante distinguere tra le finalità statistiche e quelle di analisi della stabilità degli intermediari finanziari quando si considera la rischiosità della clientela bancaria. Per le prime, si preferisce fare riferimento ai dati sulle consistenze al valore lordo, poiché non tengono conto degli accantonamenti per coprire le perdite attese, mentre per le seconde, gli accantonamenti per perdite attese sono di maggiore interesse. Per esempio, le tavole del fascicolo statistico trimestrale Banche e istituzioni finanziarie: condizioni e rischiosità del credito per settori e territori della Banca d’Italia presentano statistiche sulle consistenze dei prestiti deteriorati, suddivisi per le diverse tipologie di default, come le sofferenze, le inadempienze probabili e le esposizioni scadute o sconfinanti deteriorate.

Quando si analizza la qualità del credito, è importante considerare l’intero volume dei crediti deteriorati, poiché le posizioni creditizie possono “migrare” da una classe all’altra, senza alcun impatto sul complesso dei crediti deteriorati.

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