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Flash News

Sulle criticità dell’autoliquidazione dell’imposta di successione

16 Gennaio 2026
Di cosa si parla in questo articolo

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato lo Studio n. 58-2025/T nel quale analizza le criticità operative emerse con il nuovo modello di dichiarazione di successione telematica e, soprattutto, con l’introduzione della totale autoliquidazione dell’imposta prevista dal D. Lgs. 139/2024, efficace dal 1° gennaio 2025, anche in relazione alle istruzioni approvate con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate prot. 47335/2025 del 13 febbraio 2025.

Il documento evidenzia che la principale area di frizione deriva dalla rigidità del software, basato su “errori bloccanti”, che di fatto impone al contribuente di seguire orientamenti interpretativi incorporati nelle istruzioni, riducendo gli spazi di scelta e aggravando l’impatto dell’autoliquidazione, con effetti che gli Autori avvicinano, sul piano sostanziale, a logiche di “solve et repete”.

Quanto alle modalità di presentazione della dichiarazione ai fini dell’autoliquidazione dell’imposta di successione, lo studio critica l’impostazione secondo cui la dichiarazione sarebbe “presentata” solo con la seconda ricevuta, e segnala disallineamenti pratici nei tempi di rilascio delle ricevute e nelle volture, con ricadute anche sulla circolazione degli immobili in relazione all’art. 19 L. 78/2010.

Sul versante soggettivo, vengono approfondite le incertezze sui soggetti passivi, con particolare attenzione alla posizione del chiamato e del rinunciante, richiamando l’art. 28, c. 5, T.U.S. e l’art. 36 T.U.S., nonché i rischi di qualificazioni improprie nel modello e le conseguenze operative connesse alla voltura automatica.

Il documento esamina quindi alcuni temi applicativi ricorrenti, tra cui:

  • l’identificazione di immobili con rendita proposta o privi di classamento
  • le passività ereditarie con riferimento all’art. 22 T.U.S. e al coordinamento con l’art. 8, comma terzo, T.U.S.
  • la disciplina del trust dopo l’introduzione dell’art. 4-bis del T.U. n. 346/90, inclusa l’opzione tra tassazione “all’uscita” e “all’entrata” e le conseguenze su aliquote, franchigie ed agevolazioni.

In chiusura, lo studio segnala profili di incoerenza e di coordinamento sulle agevolazioni, tra cui la “prima casa” ex art. 69, c. 3, L. 342/2000, e l’adeguamento del modello agli ETS nel contesto della progressiva uscita delle ONLUS, proponendo un approccio più flessibile che riduca gli errori bloccanti e renda il sistema più aderente al dato normativo.

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