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Revisione Solvency II e piani di gestione del rischio di liquidità

18 Novembre 2025
Di cosa si parla in questo articolo

EIOPA ha presentato alla Commissione UE due progetti di norme tecniche di regolamentazione (RTS) sui nuovi strumenti macroprudenziali introdotti con la revisione della Direttiva Solvency II.

I progetti di RTS concernono:

I piani di gestione del rischio di liquidità

La revisione della Direttiva Solvency II ha introdotto l’obbligo per le imprese e i gruppi di elaborare piani di gestione del rischio di liquidità, per garantire di disporre di liquidità sufficiente a soddisfare gli obblighi finanziari nei confronti degli assicurati e di altre controparti, anche in condizioni di stress.

Le norme tecniche di regolamentazione (RTS):

  • stabiliscono i criteri per la selezione delle imprese che devono effettuare analisi di liquidità a medio e lungo termine, oltre alle valutazioni a breve termine.
  • specificano inoltre il contenuto dei LRMP e la frequenza con cui le imprese devono aggiornarli
  • propongono una combinazione di criteri di selezione quantitativi e basati sul rischio:
    • le imprese individuali e i gruppi con attività superiori a 20 miliardi di euro dovrebbero includere le analisi di liquidità a medio e lungo termine nei loro LRMP
    • le Autorità di vigilanza nazionali possono però derogare a questo requisito, per le imprese con basse esposizioni al rischio di liquidità (opt-out) o estenderlo alle entità con bilanci meno consistenti se il loro profilo di rischio ne giustifica l’inclusione (opt-in)

I piani dovrebbero essere aggiornati almeno una volta all’anno e senza indugio in caso di cambiamenti significativi nel profilo di rischio dell’impresa o nelle condizioni esterne rilevanti.

Sulle analisi macroprudenziali

La seconda serie di RTS specifica quali imprese devono integrare le analisi macroprudenziali nelle proprie valutazioni interne del rischio e della solvibilità (ORSA) e nell’applicazione del principio della persona prudente (PPP).

Le autorità di vigilanza esamineranno queste analisi in modo aggregato e forniranno feedback per migliorare le valutazioni future.

I criteri di selezione per le analisi macroprudenziali combinano una soglia quantitativa (20 miliardi di euro di attività) con criteri basati sul rischio, offrendo alle autorità di vigilanza un margine di manovra decisionale sufficiente.

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