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Analisi e Scenari

Private Equity 2026: una industry matura alla ricerca di normalizzazione

4 Agosto 2026

Stefano Cervo, Partner, Head of Private Equity and Deal Advisory, KPMG

Di cosa si parla in questo articolo

La recente pubblicazione dei Private Equity Report di Bain e Pitchbook fornisce l’immagine di un comparto in corso di maturazione ed alla ricerca una normalizzazione che non si realizza ancora in maniera compiuta.

Investimenti

Sul fronte degli investimenti, in questa prima metà del 2026, le dinamiche sono state diverse tra Stati Uniti (“US”) ed Europa. In US il valore delle transazioni si è contratto rispetto all’esercizio precedente, mentre i volumi sono rimasti costanti. Questo andamento si spiega con la generale cautela richiesta dalle condizioni geopolitiche e macroeconomiche, con un possibile ritorno dell’inflazione e da un calo delle valutazioni nel settore del software su cui si erano concentrati numerosi investimenti.

In Europa, invece, nel primo semestre 2026 il valore dei deal è aumentato di circa il 7% ed i volumi sono rimasti costanti. I megadeal hanno rappresentato il 35% in valore delle transazioni. Si tratta di una notevole performance, considerando la volatilità geopolitica e l’innalzamento dei tassi (di 25bps) da parte della ECB. La regione si conferma attrattiva, in considerazione dei suoi molteplici distretti industriali ed i multipli all’ingresso più bassi che in US.

Disinvestimenti (“exit”)

Bain stima che i fondi di private equity abbiamo ad oggi in portfolio circa 32,000 asset, di cui il 40% detenuto da più di cinque anni. L’holding period medio si attesta su sette anni. Si tratta di asset acquisiti nel 2021 o prima metà 2022 (periodo di tassi minimi) ad elevati multipli e/o con leva elevata, per i quali il percorso di creazione di valore è ancora in corso.

In US gli exit sono cresciuti all’inizio del 2026 ma il trend sembra cambiato nel secondo trimestre con una contrazione in valore ed in volume. In Europa, invece il valore degli exit è aumentato di circa il 30%, a parità di volumi. Il 66% circa dei valori all’exit in Europa è stato rappresentato da 22 transazioni. Segnale, questo,, che l’accelerazione ha interessato solo il segmento più alto di mercato.

Il backlog di asset da disinvestire tarda quindi a normalizzarsi. Pitchbook rileva che il rapporto “deal to exit” è salito da 2.4x nel 2025 a 2.9x nel 2026. Anche l’indice di DPI (distributions/ paid in capital) è sceso in media del 10%-15% rispetto alla media degli ultimi 25 anni.

Per far fronte a questo “liquidity cruch”, si moltiplicano i continuation funds, che consentono liquidita al sistema.

Raccolta

La riduzione nelle distribuzioni derivante dai pochi exit si traduce in una maggiore prudenza nell’allocazione del capitale da parte degli investitori e, quindi, in una compressione della raccolta.

Se il trend del primo semestre 2026 fosse confermato, la raccolta dell’anno potrebbe essere distribuita tra il minor numero di operatori del decennio.

La concentrazione della raccolta è molto evidente in Europa, dove il fund raising della prima metà del 2026 è stato ai livelli minimi del decennio, con il 54% dei fondi raccolti di dimensione tra €1 billion ed €5billion.

Questo dato indica l’elevata selettività degli investitori, che iniziano chiaramente a favorire nell’allocazione operatori di grandi dimensioni e comprovato track record o specializzazione, mentre gli operatori più piccoli fanno più fatica.

Outlook

Il comparto evidenza, quindi, caratteristiche da industry matura, con un andamento K shaped, in cui gli operatori di grandi dimensioni, comprovato track record di ritorni e distribuzioni seguono un percorso di crescita favorevole e lineare mentre gli operatori più piccoli e poco specializzati sono in difficolta crescente.

Una sorta di “survival of the fittest”, in cui l’allocazione del capitale diviene sempre più efficiente alla ricerca dei migliori gestori, con un proprio playbook di creazione di valore, non più basato solo su aribitraggio di multipli e leva finanziaria, ma su miglioramenti operativi a tutto tondo.

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