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Pari opportunità: il rapporto sul personale maschile e femminile occupato

5 Giugno 2024
Di cosa si parla in questo articolo

Il Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali, di concerto con il Ministero per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, ha emanato il decreto interministeriale del 3 giugno 2024, concernente la definizione delle modalità per la redazione del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile da parte delle aziende pubbliche e private che occupano oltre 50 dipendenti, ai sensi dell’art. 46 del D. Lgs. n. 198/2006.

Il decreto legislativo in questione, recante “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna”, così come modificato dalla legge 5 novembre 2021, n. 162, ha esteso l’obbligo di redigere un rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile alle aziende pubbliche e private che occupano oltre cinquanta dipendenti, prevedendo altresì per le aziende al di sotto di tale soglia la facoltà di redigere il rapporto su base volontaria, con le medesime modalità.

In considerazione dell’esigenza di aggiornare le modalità per la presentazione del rapporto sul personale e, in particolare, il modulo per la redazione on line dello stesso, al fine di efficientare il processo di acquisizione dei dati, rafforzando al contempo le misure a tutela delle pari opportunità fra uomo e donna, il decreto interministeriale pubblicato dispone quindi, in sintesi, che:

  • le aziende pubbliche e private che occupano più di cinquanta dipendenti nel complesso delle proprie sedi, dipendenze ed unità produttive redigono un rapporto unico, nel quale sono fornite le informazioni relative a tutti gli occupati; la presentazione del rapporto è effettuata a cura del legale rappresentante o di altro soggetto abilitato
  • le aziende redigono il rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile in modalità esclusivamente telematica, attraverso la compilazione on-line del modulo allegato (Allegato 1), che costituisce parte integrante del decreto; a tal fine, sul portale istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali è reso disponibile un apposito applicativo informatico.
  • i dati forniti per la redazione del rapporto non devono indicare l’identità del lavoratore, del quale deve essere specificato solo il sesso, in modo che i dati riportati non siano suscettibili di determinare, neppure indirettamente, l’identificabilità degli interessati; i medesimi dati, specificando il sesso dei lavoratori, possono essere raggruppati per aree omogenee.
  • ai sensi dell’art. 46, comma 3-bis, del D. Lgs. 11 aprile 2006, n. 198, attraverso l’applicativo informatico del Ministero del lavoro e delle politiche sociali è reso disponibile, entro il 31 dicembre di ogni anno, alla consigliera o al consigliere nazionale di parità, l’elenco, redatto su base regionale, delle aziende tenute all’obbligo di cui al presente decreto: ai fini del presente articolo, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali acquisisce le relative informazioni dall’INPS, dalle strutture del Sistema camerale e dagli altri enti che ne sono già in possesso
  • in fase di prima applicazione delle nuove modalità adottate con il presente decreto, limitatamente al biennio 2022-2023, il termine di trasmissione del rapporto biennale è stabilito al 15 luglio 2024, mentre per le annualità successive, il termine di trasmissione è confermato al 30 aprile dell’anno successivo alla scadenza di ciascun biennio.
  • fino a quando non sia reso disponibile sul sito internet istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali l’applicativo informatico per la compilazione del rapporto biennale, per partecipare a procedure pubbliche per le quali sia richiesta la presentazione di tale documento l’azienda può comunque produrre copia del rapporto già presentato con riferimento al biennio precedente; resta fermo l’obbligo, all’avvenuta compilazione, di fornire alla stazione appaltante anche il rapporto relativo all’ultimo biennio entro il termine di scadenza previsto per la presentazione dello stesso.

Il decreto, unitamente all’Allegato 1, è pubblicato sul sito internet istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ed è in corso di pubblicazione l’avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

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