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Flash News

L’Eurosistema sulla competitività del settore bancario UE

15 Aprile 2026
Di cosa si parla in questo articolo

L’Eurosistema ha pubblicato la propria risposta alla consultazione della Commissione UE sulla competitività del settore bancario UE.

La consultazione si è collocata in un quadro macro-finanziario segnato da crescente frammentazione geopolitica e geoeconomica, nonché da profonde trasformazioni strutturali dei mercati finanziari e tecnologici.

L’Eurosistema riconosce che le riforme regolamentari successive alla crisi finanziaria globale hanno significativamente rafforzato la resilienza delle banche europee, migliorandone capitalizzazione, liquidità e capacità di assorbimento degli shock, come confermato anche dai dati riportati nel documento (ad esempio la riduzione degli NPL e l’aumento dei ratio patrimoniali).

Tuttavia, tale rafforzamento non si è tradotto in un analogo incremento della competitività internazionale, a causa di fattori strutturali persistenti, tra cui:

  • la frammentazione del mercato bancario europeo, che limita le economie di scala e la capacità di competere con operatori globali
  • l’incompletezza dell’Unione bancaria, in particolare per l’assenza di un sistema europeo di garanzia dei depositi (EDIS)
  • la presenza di barriere regolamentari e giuridiche (es. diritto fallimentare, societario, mercati ipotecari) che ostacolano l’integrazione transfrontaliera
  • la limitata integrazione dei mercati dei capitali e la forte dipendenza dell’economia europea dal credito bancario
  • nuove sfide legate a innovazione tecnologica, cyber risk e concorrenza dei soggetti non bancari.

In questo contesto, la competitività viene definita come fenomeno multidimensionale, che include produttività, redditività, capacità di innovazione e scala operativa, ma sempre subordinato al mantenimento della stabilità finanziaria, considerata condizione imprescindibile.

La competitività del settore bancario UE dipende essenzialmente, per l’Eurosistema, dalla capacità dell’Unione di completare il processo di integrazione finanziaria e di semplificare il quadro regolamentare, senza compromettere la stabilità.

L’Eurosistema propone un’agenda articolata, fondata sul principio di semplificazione e armonizzazione normativa senza riduzione degli standard prudenziali, e che comprende:

  • il completamento dell’Unione bancaria:
    • finalizzazione dell’EDIS (European Deposit Insurance Scheme – Sistema europeo di garanzia dei depositi), con tempistiche chiare e definite
    • rafforzamento coordinato del quadro di crisis management e deposit insurance
    • riconoscimento dell’Unione bancaria come unica giurisdizione regolamentare.
  • l’ntegrazione transfrontaliera e mercato unico:
    • rimozione delle restrizioni al libero flusso di capitale e liquidità nei gruppi bancari
    • allineamento del trattamento prudenziale tra strutture domestiche e cross-border
    • eliminazione delle barriere legali e regolamentari che ostacolano l’integrazione.
  • l’armonizzazione normativa e semplificazione:
    • transizione da direttive a regolamenti, riducendo discrezionalità nazionali
    • possibile integrazione tra CRD e CRR per evitare divergenze applicative
    • semplificazione del quadro prudenziale mantenendo invariati i livelli di resilienza.
  • il rafforzamento del quadro macroprudenziale:
    • riduzione e razionalizzazione dei buffer (accorpamento in due categorie principali)
    • introduzione di metodologie comuni europee per la calibrazione degli strumenti
    • maggiore coordinamento tra autorità nazionali ed europee.
  • la revisione dei requisiti di capitale e risoluzione:
    • maggiore allineamento tra MREL e TLAC, senza riduzione delle risorse
    • mantenimento di backstop prudenziali (es. output floor, NPE backstop)
    • rafforzamento degli strumenti per la gestione delle crisi bancarie.
  • l’estensione della proporzionalità e lo sviluppo del reporting:
    • estensione del principio di proporzionalità per banche meno significative
    • sviluppo di un sistema europeo di reporting integrato e semplificato
    • maggiore condivisione dei dati tra autorità e revisione periodica degli obblighi informativi.
  • la regolazione dei soggetti non bancari:
    • introduzione di un quadro di vigilanza più completo e consolidato per i non-banks
    • applicazione del principio same risk, same rules per evitare arbitraggio regolamentare
    • rafforzamento della supervisione dei grandi gruppi non bancari sistemici.
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