Pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea la Direttiva (UE) 2025/2647 del 16 dicembre 2025, che modifica la Direttiva 2013/11/UE (anche nota come Direttiva ADR), sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, e le direttive (UE) 2015/2302, (UE) 2019/2161 e (UE) 2020/1828, a seguito della dismissione della piattaforma europea per la risoluzione delle controversie online (piattaforma ODR).
Il testo della Direttiva ADR, in sintesi:
- rende l’ADR un’opzione più accessibile e più attraente per la risoluzione delle controversie derivanti da accordi contrattuali, ed anche per quanto riguarda le questioni relative alle obbligazioni precontrattuali
- adegua il quadro ADR ai mercati digitali
- potenzia il ricorso all’ADR nelle controversie transfrontaliere: a determinate condizioni, consentirà infatti di avvalersi dell’ADR anche per le controversie tra consumatori residenti nell’UE e professionisti di paesi terzi
- semplifica le procedure ADR: i professionisti saranno tenuti a rispondere entro 20 giorni dal momento in cui vengono contattati da un organismo ADR e la mancata risposta sarà considerata come un rifiuto di partecipare alla procedura
- razionalizza gli obblighi di comunicazione e riduce gli oneri amministrativi
- impone agli Stati membri di promuovere la partecipazione di professionisti e consumatori all’ADR e di porre l’accento soprattutto sui settori con scarsa partecipazione all’ADR o con un elevato numero di reclami dei consumatori
- delega la Commissione UE a sviluppare e mantenere uno strumento informatico multilingue e semplice da utilizzare, che faciliterà il ricorso all’ADR nelle controversie transfrontaliere dei consumatori, in sostituzione della piattaforma ODR dismessa per il suo scarso utilizzo.
Entro il 20 marzo 2028, gli Stati membri dovranno adottare le disposizioni necessarie per conformarsi agli articoli da 1 a 4 della presente direttiva e le applicheranno a decorrere dal 20 settembre 2028.


