Il Comitato di Basilea ha pubblicato un rapporto che illustra l’impatto e la finalizzazione delle riforme di Basilea III del dicembre 2017 e del quadro di riferimento per il rischio di mercato del gennaio 2019.
Le dashboard della versione on line del rapporto pubblicato offrono inoltre una visualizzazione interattiva dei risultati relativi ai rischi di credito, di mercato, operativi, di controparte e di aggiustamento della valutazione del credito.
Si ricorda che per valutare l’impatto del quadro di Basilea III sulle banche, il Comitato di Basilea monitora gli effetti e le dinamiche delle riforme tramite un sistema di monitoraggio semestrale per il coefficiente patrimoniale ponderato per il rischio, il coefficiente di leva finanziaria e gli indicatori di liquidità, utilizzando i dati raccolti dalle autorità di vigilanza nazionali su un campione rappresentativo di istituzioni in ciascun paese.
Il riepilogo pubblicato si basa su risultati aggregati utilizzando i dati al 30 giugno 2025 e li confronta con quelli del precedente periodo di riferimento (dicembre 2024). Non sono state formulate ipotesi sulla redditività delle banche o sulle loro risposte comportamentali, come variazioni del capitale bancario o della composizione del bilancio, a partire da tale data o in futuro. Inoltre, il rapporto non riflette eventuali requisiti patrimoniali aggiuntivi previsti dal Pilastro 2 del quadro di Basilea III.
Le informazioni considerate nell’analisi sono state ottenute da dati forniti volontariamente e in via confidenziale dalle singole banche e dalle rispettive autorità di vigilanza nazionali: sono stati inclusi, in particolare, i dati relativi a 150 banche, tra cui 101 grandi banche attive a livello internazionale (“Gruppo 1”) – comprese 29 banche di importanza sistemica globale (G-SIB) – e 49 altre banche (“Gruppo 2”).
La copertura del settore bancario da parte dei membri è molto elevata per le banche del Gruppo 1, raggiungendo il 100% in alcuni paesi, mentre la copertura è inferiore per le banche del Gruppo 2 e varia da paese a paese.
In generale, queste analisi non tengono conto di eventuali accordi transitori come le clausole di salvaguardia.


