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Giurisprudenza

Direttore Ufficio Postale e qualificazione come incaricato di pubblico servizio

Sulla fattispecie di peculato

5 Dicembre 2022

Cassazione Penale, Sez. VI, 02 dicembre 2022, 45873 – Pres. Fidelbo, Rel. Gallucci

Le condotte appropriative del direttore dell’ufficio postale e relative a somme della cassa dell’ufficio, fatte apparire come caricate sullo sportello ATM ma in realtà sottratte dall’agente, integrano la fattispecie di peculato.

Ciò in quanto, rileva la Cassazione, l’operazione di caricamento dello sportello automatico per il prelievo in modalità self di denaro contante attraverso il circuito interbancario – circuito che la giurisprudenza di legittimità riconduce all’esercizio di attività bancaria rispetto alla quale il dipendente dell’ufficio postale non riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio svolgendo un’attività del tutto simile a quella di un dipendente degli istituti bancari, a meno che per le attività di raccolta del risparmio postale specificamente prevista dall’art. 2, comma 1, lett. b) del d.P.R. 14 marzo 2001, n. 144 – sottintende una operazione di prestito del denaro dell’ufficio postale gestita dal direttore e che, rispetto alla gestione della cassa dell’ufficio postale, questi deve considerarsi pubblico ufficiale.

Ha ancora aggiunto la Cassazione, la qualifica pubblicistica va riconosciuta al direttore dell’ufficio postale che si è appropriato delle somme prelevate direttamente dalla cassa dell’ufficio, nella quale confluiscono gli introiti delle operazioni inerenti ai servizi postali in generale, e nell’esercizio di poteri che ineriscono alla sua qualità di pubblico ufficiale in ragione dei poteri certificativi esercitati per le consegne o i versamenti in denaro effettuati dagli utenti e per la contabilizzazioni dei relativi passaggi e movimenti.

Il tema della qualificazione giuridica del fatto non riguarda, in altre parole, l’asserito impiego e l’inerenza della somma all’esercizio dell’attività bancaria – e che, in relazione alla gestione dello sportello automatico, effettivamente rientra a pieno titolo nello svolgimento di attività tipicamente bancaria e, dunque, non di natura pubblicistica – ma il momento a monte, ovvero il prelievo ed indebita appropriazione della somma dalle casse dell’ufficio postale da parte del direttore.

Nella fattispecie in esame, non viene in rilievo il concreto svolgimento di un’attività di tipo bancario, bensì la stessa precondizione di regolarità dell’esercizio delle diverse tipologie di funzioni che possono svolgersi nelle attività dell’amministrazione postale ed in relazione alla generalità dei servizi postali, ove la relativa garanzia di destinazione delle somme alla cassa ed il loro prelievo viene attestata in forza dei poteri certificativi attribuiti al direttore dell’ufficio postale in ragione della pubblica funzione rivestita, poteri che di norma si esplicano nel rilascio e nella formazione di documenti aventi efficacia probatoria ed in relazione alla natura pubblicistica dell’ente.


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