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Banca d’Italia sulle interconnessioni nel sistema finanziario italiano

30 Luglio 2026
Di cosa si parla in questo articolo

Banca d’Italia ha pubblicato un nuovo studio, nell’ambito della collana Questioni di Economia e Finanza, sulle interconnessioni nel sistema finanziario italiano.

La crescente complessità del sistema finanziario globale ha accentuato le preoccupazioni riguardo ai canali attraverso i quali gli shock possono propagarsi tra istituzioni e mercati.

Nel periodo 2019-2025, le banche, i fondi di investimento e le compagnie assicurative sono diventati sempre più interconnessi attraverso esposizioni dirette, partecipazioni comuni in attività e strutture infragruppo.

Sebbene tale connessione possa migliorare la condivisione dei rischi e la liquidità di mercato, può anche amplificare le tensioni attraverso una rapida trasmissione degli shock all’interno dei settori finanziari e tra di essi.

Gli episodi di crisi dei mercati  hanno dimostrato come le vulnerabilità in un segmento del sistema finanziario possano rapidamente propagarsi ad altri, mettendo a dura prova sia la vigilanza microprudenziale sia la stabilità dell’intero sistema.

In questo contesto, i responsabili delle politiche e le autorità di vigilanza devono affrontare la sfida di identificare dove hanno origine i rischi, comprendere come si diffondono e valutare quali istituzioni o settori possano fungere da amplificatori o da ammortizzatori di shock.

Lo studio descrive, quindi, le relazioni di interdipendenza, generate attraverso prestiti e strumenti finanziari, tra banche, compagnie assicurative e fondi di investimento operanti in Italia, nonché tra tali intermediari finanziari e il sistema economico, nel periodo compreso tra il 2019 e il 2025.

Il lavoro si basa sui dati di bilancio dei singoli operatori e prende in esame sia le connessioni derivanti da esposizioni dirette reciproche, sia quelle indirette, riconducibili a esposizioni nei medesimi comparti economici o verso le stesse controparti.

I risultati evidenziano che le banche concentrano le proprie esposizioni principalmente nei confronti delle famiglie e delle imprese non finanziarie, mentre i finanziamenti destinati ai fondi di investimento e alle compagnie assicurative risultano contenuti.

Le assicurazioni detengono prevalentemente quote di fondi di investimento. A loro volta, i fondi investono soprattutto in titoli emessi da imprese non finanziarie e, in misura più contenuta, da banche e da altri fondi.

I titoli di Stato costituiscono una componente significativa dell’attivo patrimoniale di tutte e tre le categorie di intermediari.

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