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Concordato preventivo biennale 2026-2027: metodologia AE

12 Maggio 2026
Di cosa si parla in questo articolo

Il MEF ha adottato il decreto ministeriale dell’11 maggio 2026, che disciplina le modalità di elaborazione della proposta di concordato preventivo biennale (CPB) per il biennio d’imposta 2026-2027 per i contribuenti soggetti agli ISA, in attuazione del D. Lgs. 13/2024.

Il decreto definisce la metodologia utilizzata dall’Agenzia delle Entrate per formulare le proposte di concordato relative al biennio d’imposta 2026-2027 e individua le garanzie in materia di tutela dei dati personali, nonché le circostanze eccezionali che possono determinare la cessazione degli effetti del concordato.

La struttura del provvedimento si articola in sette articoli:

  • l’art. 1 contiene le definizioni
  • i successivi disciplinano metodologia, contenuto e gestione del concordato
  • l’art. 7 chiarisce che non derivano nuovi oneri per la finanza pubblica.

Il concordato preventivo biennale concerne in particolare:

  • i redditi di lavoro autonomo
  • i redditi d’impresa
  • il valore della produzione netta ai fini IRAP.

La proposta di concordato viene elaborata considerando:

  • i dati dichiarati dal contribuente
  • gli indicatori ISA
  • l’andamento economico settoriale
  • le redditività individuali e di comparto
  • le proiezioni macroeconomiche elaborate da Banca d’Italia.

Il procedimento metodologico si sviluppa attraverso quattro passaggi:

  • misurazione degli indicatori di affidabilità e anomalia
  • valutazione dei risultati economici degli ultimi tre periodi d’imposta
  • confronto con benchmark settoriali
  • rivalutazione mediante scenari macroeconomici per il biennio 2026-2027.
  • Il decreto conferma inoltre le cause eccezionali che possono far cessare gli effetti del concordato, aggiungendo una nuova fattispecie legata alla crisi geopolitica e al conflitto nell’area del Medio Oriente.

È prevista anche la possibilità di ridurre la proposta concordataria per il 2026 in presenza di eventi straordinari che abbiano determinato la sospensione dell’attività:

  • riduzione del 10% per sospensioni tra 30 e 60 giorni
  • riduzione del 20% per sospensioni fino a 120 giorni
  • riduzione del 30% per sospensioni superiori a 120 giorni.

Infine, il decreto conferma il meccanismo di gradualità già introdotto nel 2025: l’eventuale maggiore reddito concordato rispetto al 2025 rileverà, per il 2026, solo nella misura del 50%, anche ai fini IRAP, con l’obiettivo di accompagnare progressivamente il contribuente verso livelli di piena affidabilità ISA.

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