Banca d’Italia ha pubblicato il rendiconto 2025 del Fondo nazionale di Risoluzione, istituito da Banca d’Italia stessa allo scopo di consentirle, in qualità di Autorità di Risoluzione, di realizzare gli obiettivi della risoluzione di cui all’art. 21 del D. Lgs. n. 180/2015 (di recepimento della BRRD).
Le modalità di calcolo dei contributi ordinari sono contenute nel Regolamento delegato UE/2015/63: le quote di contribuzione annuale di ciascun intermediario sono determinate in funzione dell’ammontare delle passività al netto dei fondi propri, dei depositi protetti e, per gli enti appartenenti a gruppi, delle passività infragruppo.
Il Fondo di risoluzione unico ha raggiunto nel 2023 il livello obiettivo minimo della propria dotazione finanziaria, pari ad almeno l’1% dei depositi protetti dell’Unione bancaria: in tale contesto, le contribuzioni ordinarie possono essere richieste qualora emerga la necessità di ricostituire questo livello a seguito del suo eventuale utilizzo, oppure in caso di un incremento dell’ammontare dei depositi protetti che determini un livello obiettivo superiore alle risorse finanziarie disponibili del Fondo.
Nel corso degli esercizi 2024 e 2025 non si è proceduto alla raccolta delle contribuzioni ordinarie nei confronti degli enti rientranti nell’applicazione del regolamento dell’SRM, a seguito del mantenimento del livello obiettivo relativo alla dotazione finanziaria dell’SRF: il Fondo possiede una capacità di richiamo delle contribuzioni obbligatorie, attuale e prospettica, che gli consente di onorare gli impegni e le garanzie assunti nell’ambito degli interventi di risoluzione.
Il Fondo nazionale di risoluzionecostituisce un patrimonio autonomo, distinto a tutti gli effetti dal patrimonio di Banca d’Italia e da ogni altro patrimonio dalla stessa gestito, nonché da quello di ciascun soggetto che ha fornito le risorse raccolte nel Fondo stesso.
Per il Fondo viene redatto un rendiconto annuale, pubblicato entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di competenza.
Il rendiconto è costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dal prospetto di variazione del Fondo di dotazione e dalla nota integrativa; è inoltre accompagnato da una relazione illustrativa.
Nella relazione illustrativa Banca d’Italia precisa in particolare che le misure di risoluzione delle crisi attivate a novembre del 2015 nei confronti di Banca delle Marche spa, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio società cooperativa, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti spa e Cassa di Risparmio di Ferrara spa hanno richiesto nell’immediato un intervento del Fondo di 3,7 miliardi di euro circa.
Considerata l’esigenza finanziaria connessa con questi interventi, Banca d’Italia, ai sensi dell’art. 78, comma 1, lett. c), del D.lgs. 180/2015, il 20 novembre 2015 ha
stipulato con un pool di primarie banche italiane un finanziamento ponte concesso a condizioni di mercato a favore del Fondo per 4 miliardi (di cui 3,9 effettivamente erogati): a dicembre del 2015 sono quindi stati raccolti dal sistema, in conformità con quanto previsto dagli artt. 82 e 83 del D.lgs. 180/2015, contributi ordinari e straordinari (in misura pari a tre volte l’importo annuale dei contributi ordinari), utilizzati per rimborsare una quota del finanziamento ponte.
Tenuto conto delle esigenze finanziarie legate alla cessione degli enti ponte nel dicembre 2016 Banca d’Italia ha proceduto al richiamo di due annualità di contribuzione ordinaria ed il relativo versamento è avvenuto a marzo del 2017.
Il finanziamento è stato rimborsato nel maggio 2017, sia attraverso un pagamento di 310 milioni, sia mediante l’accensione di un nuovo prestito di 1.240 milioni con un periodo di ammortamento di quattro anni: questo nuovo finanziamento non ha previsto la prestazione di alcuna garanzia da parte di terzi; l’estinzione integrale del prestito originario ha comportato pertanto il venire meno della garanzia rilasciata da Cassa depositi e prestiti spa.
Il 31 luglio di ogni anno dal 2018 al 2021, con il richiamo delle contribuzioni addizionali, sono state rimborsate le rate di tale finanziamento, con la conseguente estinzione dello stesso.
Infine, nel corso degli esercizi 2022, 2023, 2024 e in quello 2025, Banca d’Italia non ha proceduto al richiamo dal sistema bancario delle contribuzioni addizionali per il Fondo nazionale di risoluzione, poiché le risorse finanziarie disponibili sono risultate sufficienti a sostenere gli esborsi legati agli interventi di risoluzione effettuati nei precedenti esercizi.


