WEBINAR / 28 Maggio
Antiriciclaggio: indicazioni UIF per agevolazioni e contratti pubblici


I nuovi indicatori di anomalia della Comunicazione UIF 31 marzo 2026

ZOOM MEETING
Offerte per iscrizioni entro il 07/05


WEBINAR / 28 Maggio
Antiriciclaggio: indicazioni UIF per agevolazioni e contratti pubblici
www.dirittobancario.it
Flash News

Documento di finanza pubblica 2026: audizione di Banca d’Italia

29 Aprile 2026
Di cosa si parla in questo articolo

Banca d’Italia ha pubblicato la testimonianza del proprio Capo del Dipartimento Economia e Statistica Andrea Brandolini, in audizione preliminare all’esame
del Documento di finanza pubblica 2026. 

Con riferimento al 2025, si registra un miglioramento significativo dei conti pubblici, con una prosecuzione del percorso di consolidamento già avviato negli anni precedenti:

  • l’indebitamento netto si è ridotto al 3,1% del PIL, in diminuzione rispetto al 3,4% del 2024: tale risultato è stato trainato dall’incremento dell’avanzo primario, che ha raggiunto lo 0,8% del PIL, mentre la spesa per interessi è rimasta stabile intorno al 3,9% del prodotto.
  • dal lato delle entrate e delle spese, il miglioramento è riconducibile a una dinamica favorevole delle entrate fiscali e contributive, cresciute più rapidamente rispetto alla spesa primaria: quest’ultima è stata sostenuta soprattutto dalla componente in conto capitale, con un livello di investimenti pubblici pari al 3,8% del PIL, il più elevato dall’inizio degli anni Duemila, anche grazie all’impulso del PNRR
  • il rapporto debito/PIL è tuttavia aumentato fino al 137,1%, principalmente per effetto del differenziale sfavorevole tra crescita nominale e costo medio del debito, nonché per la componente stock-flussi legata, tra l’altro, ai crediti d’imposta edilizi e all’accumulo di liquidità del Tesoro
  • il PIL è cresciuto dello 0,5%, in un contesto già caratterizzato da tensioni commerciali e geopolitiche, che tuttavia non avevano ancora raggiunto l’intensità osservata nel 2026: l’economia ha mostrato segnali di moderata ripresa nella seconda parte dell’anno, poi parzialmente confermati nei primi mesi del 2026.

Nel complesso, il 2025 si configura quindi come un anno di transizione: da un lato, consolida i progressi nella finanza pubblica e mantiene livelli elevati di investimento; dall’altro, evidenzia fragilità strutturali — in particolare l’elevato debito e la bassa crescita — che condizionano le prospettive del periodo 2026-2029, rendendo necessario il mantenimento di avanzi primari crescenti e di una gestione prudente della spesa pubblica.

Le prospettive macroeconomiche e di finanza pubblica per il periodo 2026-2029 sono infatti fortemente condizionate dall’incertezza geopolitica, in particolare dal conflitto in Medio Oriente, che ha determinato un significativo aumento dei prezzi energetici e un deterioramento delle aspettative di crescita.

Sul piano macroeconomico, per l’Italia si prospetta una crescita moderata e stabile, pari a circa 0,6% nel 2026 e 2027, con un lieve miglioramento allo 0,8% nel biennio successivo.

Tuttavia, i rischi sono orientati al ribasso, soprattutto in caso di persistenza delle tensioni sulle materie prime. L’inflazione è attesa in aumento nel 2026 (fino a circa 2,6-2,9%) per poi ridursi gradualmente verso il 2% negli anni successivi, riflettendo la dinamica dei prezzi energetici.

Per quanto riguarda la finanza pubblica, il Documento di finanza pubblica delinea un percorso di consolidamento graduale:

  • l’indebitamento netto scenderebbe progressivamente dal 3,1% del PIL nel 2025 al 2,5% nel 2028 e al 2,1% nel 2029
  • il miglioramento è trainato dall’aumento dell’avanzo primario, che raggiungerebbe circa 2,4% del PIL nel 2029, grazie soprattutto alla riduzione dell’incidenza della spesa primaria
  • la spesa per interessi, invece, è prevista in crescita fino al 4,5% del PIL nel 2029, per effetto del rialzo dei tassi.

La dinamica della spesa mostra alcuni elementi rilevanti:

  • una riduzione della spesa in conto capitale, legata al progressivo esaurimento degli interventi connessi al PNRR
  • il contenimento della spesa corrente primaria, che cresce in termini reali a ritmi inferiori rispetto al passato
  • l’incremento significativo della spesa pensionistica, che raggiunge circa il 15,5% del PIL nel 2028-2029, trainata da fattori demografici .

Sul fronte del debito pubblico, dopo un aumento iniziale fino al 138,6% del PIL nel 2026, è prevista una graduale riduzione fino al 136,3% nel 2029. Tale dinamica riflette l’effetto combinato di:

  • avanzi primari (fattore di riduzione)
  • differenziale tra tasso di interesse e crescita nominale (fattore di aumento)
  • componenti stock-flussi legate anche ai crediti d’imposta.

Un ulteriore elemento critico riguarda la spesa netta, che mostra scostamenti rispetto agli obiettivi europei soprattutto nel 2027, a causa dell’impatto dell’inflazione sulle prestazioni indicizzate.

Infine, il periodo 2026-2029 sarà caratterizzato da vincoli stringenti di politica di bilancio, dovuti alla necessità di:

  • finanziare interventi contro il caro energia
  • incrementare la spesa per la difesa
  • mantenere il debito su un percorso discendente.

La risposta allo shock energetico, per Banca d’Italia, andrebbe in particolare limitata a interventi mirati e di entità e durata contenute, preservando i segnali di prezzo, essenziali per orientare le scelte di consumo, nonché a favorire l’uso più efficiente dell’energia e la transizione verso fonti energetiche meno esposte a rischi geopolitici: tali interventi potrebbero trovare copertura nella rimodulazione di altre voci di bilancio.

La prudenza nella gestione dei conti pubblici e la volontà di rispettare il nuovo quadro di regole europeo sono state apprezzate sia dagli investitori – con una
riduzione marcata del differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e quelli tedeschi – sia dalle agenzie di rating – che nel 2025 hanno rivisto al rialzo la valutazione del merito di credito dello Stato italiano.

Da questi sviluppi possono trarre vantaggio anche le banche, le imprese e le famiglie, che beneficiano di un minore costo dell’indebitamento.

Per quanto fondamentale, la prudenza nella gestione dei conti pubblici non sarà tuttavia sufficiente per Banca d’Italia, se non sarà accompagnata da un’azione di riforma che crei le condizioni favorevoli all’innovazione e alla crescita della produttività.

Di cosa si parla in questo articolo

WEBINAR / 22 Maggio
Concessione abusiva di credito: nuove criticità, prevenzione e tutela


Mancata valutazione del merito creditizio, nullità e irripetibilità del finanziamento alla luce della Cassazione (n. 7134/2026)

ZOOM MEETING
Offerte per iscrizioni entro il 30/04


WEBINAR / 7 Maggio
I contratti di Outsourcing


Best practices e clausole contrattuali: contenuto e tecniche di redazione

ZOOM MEETING
Offerte per iscrizioni entro il 15/04

Iscriviti alla nostra Newsletter