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Pagamenti in euro digitale: accordo BCE – enti UE di normazione

27 Aprile 2026
Di cosa si parla in questo articolo

La Banca Centrale Europea (BCE) ha siglato accordi con tre enti europee di normazione – ECPC, nexo standards e Berlin Group – per riutilizzare tali standard tecnici aperti esistenti, accessibili a tutte le parti interessate, per l’elaborazione dei pagamenti in euro digitale.

Gli standard includono:

  • gli standard CPACE, sviluppati da ECPC (European Card Payment Cooperation), supportano i pagamenti contactless “tap-to-pay” tramite la comunicazione NFC (Near Field Communication) tra un dispositivo di pagamento e un terminale di pagamento
  • i nexo standards collegano i sistemi degli esercenti con i sistemi back-end dei fornitori di servizi di pagamento e degli acquirenti: vengono utilizzati, ad esempio, per supportare l’accettazione dei pagamenti e le transazioni presso gli sportelli automatici
  • gli standard del Berlin Group consentono di effettuare pagamenti utilizzando un alias (come un numero di cellulare) e supportano la verifica del saldo e la riconciliazione tra dispositivi mobili e l’accettazione dei pagamenti in ambiti come le transazioni digitali in euro avviate tramite app per smartphone.

Sfruttando questi standard aperti e collaborando a stretto contatto con i rispettivi organismi di standardizzazione, la BCE minimizza i costi di adozione per il mercato e incoraggia un coordinamento tempestivo tra tutti gli attori coinvolti, compresi i fornitori di servizi di pagamento e gli enti di standardizzazione.

L’accesso gratuito, la minimizzazione dei costi e il coordinamento sono particolarmente importanti poiché l’Europa attualmente non dispone di uno standard aperto universalmente disponibile e supportato da tutti i terminali di pagamento e dipende fortemente da standard proprietari di circuiti di carte internazionali e portafogli digitali globali.

L’utilizzo di standard europei ampiamente adottati semplificherà l’accettazione dell’euro digitale e creerà un’esperienza utente uniforme in tutta l’area dell’euro, consentendo al contempo ai circuiti di pagamento europei di espandersi geograficamente e diversificare i casi d’uso.

Con questo approccio, ad esempio, un circuito di carte nazionale potrebbe estendere le proprie operazioni agli ambienti POS (point-of-sale) al di fuori del proprio mercato nazionale senza richiedere aggiornamenti tecnici dei terminali POS.

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