E’ di recente stato pubblicato uno studio congiunto del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCEC) e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti (FNC) in merito al fenomeno del cash pooling.
Il cash pooling consiste nella gestione congiunta e centralizzata delle liquidità delle società appartenenti ad un gruppo con l’obiettivo di ottimizzare i flussi finanziari e limitare i costi della gestione autonoma delle posizioni di tesoreria, attraverso la compensazione dei saldi dei conti dei diversi enti coinvolti.
Tale fenomeno ha assunto un crescente rilievo nella gestione aziendale poiché favorisce l’efficientamento della gestione della liquidità.
In un contesto come quello attuale che presenta, dalla crisi del 2008, una limitata possibilità di accesso al credito erogato dalle banche, bassi rendimenti e maggiori rischi sui depositi bancari e, in aggiunta, una limitata possibilità di accesso al mercato dei capitali, il cash pooling funge da strumento in crescente utilizzo.
Ciononostante, tale fenomeno presenta differenti criticità non solo sul piano organizzativo, ma anche di natura civilistica (si pensi ai rapporti contrattuali tra le società aderenti), fiscale (in merito al trattamento degli interessi attivi e passivi) e contabile (in relazione alla corretta rappresentazione dell’operazione nel bilancio).
In tale contesto, quindi, il cash pooling necessita di un’approfondita valutazione sotto differenti aspetti da parte dei professionisti coinvolti.


