EBA, con Q&A 7539/2025, ha chiarito quali tipologie di servizi telefonici possano o meno rientrare nella definizione di “servizi ICT“, ai sensi del Regolamento DORA.
L’art. 3, par. 21, di DORA definisce i servizi ICT come “servizi digitali e di dati forniti tramite sistemi ICT a uno o più utenti interni o esterni su base continuativa, inclusi l’hardware come servizio e i servizi hardware che includono la fornitura di supporto tecnico tramite aggiornamenti software o firmware da parte del fornitore dell’hardware, esclusi i servizi telefonici analogici tradizionali“.
Il considerando 35 dello stesso regolamento afferma inoltre che questa esclusione riguarda “solo la categoria limitata dei servizi telefonici analogici tradizionali qualificabili come servizi di rete telefonica pubblica commutata (PSTN), servizi di rete fissa, Plain Old Telephone Service (POTS) o servizi di telefonia fissa“.
Tuttavia, vi è incertezza sul fatto che le infrastrutture di telecomunicazione più moderne, come le linee in fibra ottica o la fibra “inattiva” o “spenta”, debbano essere considerate parte della categoria esclusa o rientrare nell’ambito dei servizi ICT: ad esempio, sebbene i servizi in fibra ottica non siano di natura analogica, non è chiaro se la loro classificazione come servizi di “rete fissa” ne comporti l’esclusione.
EBA ricorda che DORA definisce i servizi ICT in modo ampio, in modo da comprendere qualsiasi servizio digitale (ovvero elettronico piuttosto che puramente elettrico) che contribuisca direttamente al funzionamento dei sistemi informativi e di comunicazione degli enti finanziari.
Ciò include i servizi di connettività e trasmissione dati, come le reti di telecomunicazione, e quindi l’infrastruttura in fibra ottica.
Il considerando 35 chiarisce che l’esclusione è limitata ai servizi telefonici analogici tradizionali.
Questa espressione si riferisce alla telefonia basata sulla commutazione di circuito analogica, come i classici servizi vocali di linea fissa forniti tramite la rete telefonica pubblica commutata (PSTN) per il Plain Old Telephone Service (POTS), come indicato in tale considerando: questi servizi trasmettono la voce come segnali elettrici analogici continui (senza l’impiego di multiplexer inversi per separare i segnali vocali dai dati nel luogo di consegna).
Il Considerando 35, che menziona anche i servizi di rete fissa, deve essere interpretato coerentemente con questa nozione: riguarda le linee fisse esclusivamente quando forniscono il tradizionale servizio vocale analogico, non l’infrastruttura fisica in quanto tale.
La logica dell’esclusione non risiede nell’utilizzo di un cavo fisico (rame, fibra, ecc.), bensì nella tecnologia di trasmissione impiegata: mentre la rete telefonica pubblica analogica (PSTN) funziona tramite modulazione elettrica continua, quella in fibra ottica, al contrario, è progettata per trasportare segnali ottici digitali, che si basano sulla trasmissione a commutazione di pacchetto e richiedono sistemi elettronici per essere attivati, instradati e protetti (sono utilizzate per servizi telefonici digitali, come il Voice over IP (VoIP) e le piattaforme di comunicazione basate su cloud).
Il semplice fatto che la fibra sia inattiva non altera la sua funzione intrinseca di mezzo per il traffico digitale: rimane una capacità di trasmissione passiva che, una volta accesa, svolge un ruolo diretto nel trasporto dei segnali digitali e deve quindi essere trattata come parte di un servizio ICT.
È importante ricordare che l’obiettivo di DORA è preservare la resilienza e la continuità operativa dei sistemi e dei servizi ICT a supporto del settore finanziario.
Da questa prospettiva, la distinzione tra fibra “attiva” e “inattiva” (o “spenta”) è irrilevante: ciò che conta è che la fibra costituisce un‘infrastruttura critica che deve essere implementata, monitorata e protetta (ad es. ripristino in caso di interruzioni) per garantire la resilienza delle operazioni digitali delle entità finanziarie.
In conclusione, a differenza dei tradizionali servizi vocali analogici, che stanno venendo gradualmente eliminati e non pongono più problemi di resilienza, i servizi basati su fibra sono centrali per le comunicazioni digitali odierne e pertanto rientrano pienamente nell’ambito dei servizi ICT.

