Credito
25/08/2015

Anatocismo: in consultazione la proposta di delibera CICR attuativa dell’art. 120 comma 2 TUB

Banca d’Italia ha posto in consultazione la proposta di delibera CICR di attuazione all’articolo 120, comma 2, del Testo Unico Bancario, il quale disciplina la produzione degli interessi nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria.

Come noto, la legge di stabilità 27 dicembre 2013, n. 147 è intervenuta sull’art. 120 comma 2 del TUB (“Decorrenza delle valute e calcolo degli interessi”) richiedendo al Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio (CICR) di stabilire, fra l’altro, “modalità e criteri per la produzione di interessi nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria”.

Con riferimento a tale attività è stato comunque previsto che “a) nelle operazioni in conto corrente sia assicurata nei confronti della clientela la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori che creditori; b) gli interessi periodicamente capitalizzati non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale”.

La consultazione rimarrà aperta fino al 23 ottobre 2015.

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Sintesi e Commento alla proposta Bankit

La Banca d'Italia, il 24 agosto us, ha diffuso l’attesa proposta al CICR per le “modalità e criteri per la produzione di interessi nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria”. Scopo del presente commento è sintetizzare gli aspetti operativi più rilevanti per il sistema bancario e per la clientela con specifico riferimento ai conti correnti affidati. Essendo stato soppresso in sede di conversione l’art. 31 del d.l. 24 giugno 2014, n. 91, come ben spiegato da diversi commentatori, la proposta della Banca d'Italia non può che adattarsi alla versione dell’art. 120 del TUB contenuta nell’art. 1, comma 629, della l. 27 dicembre 2013, n. 147 e prevedere che la registrazione degli interessi debba avvenire su "contabilità" separate dalla sorta capitale (c/c affidato o altro fido). In particolare la Banca d'Italia ha inteso interpretare la volontà del legislatore proponendo i seguenti aspetti tecnico/operativi: 1) Gli interessi dovranno essere conteggiati con periodicità annuale o pluriennale e registrati alla data del 31 Dicembre (si elimina la possibilità di conteggiare gli interessi infrannuali); 2) Gli interessi vengono contabilizzati a parte rispetto alla sorte capitale e non producono ulteriori interessi (dovrà utilizzarsi un "conto di appoggio interessi o una partita prenotata"); 3) Ricevuto l’estratto conto bancario, il cliente avrà almeno 60 giorni di tempo per onorare gli interessi di volta in volta maturati, superato tale termine la banca potrà agire per escutere il credito. La Banca in particolare, se previsto contrattualmente, potrà utilizzare gli accrediti che arriveranno sul c/c ordinario per ristorarsi dagli interessi non versati dal cliente; 4) Il cliente avrà la facoltà di chiedere l'addebito degli interessi sul conto affidato al termine dei 60 giorni (qualora si proceda con l'addebito sul conto affidato ovviamente, gli interessi diventeranno parte della sorte capitale e rileveranno ai fini del calcolo di nuovi interessi); 5) La disciplina si applicherà a partire dallo 01/01/2016 6) La modifica della capitalizzazione in oggetto costituirà giustificato motivo ai sensi dell'art. 118 “consentendo” alle banche, con le comunicazioni del caso, di modificare unilateralmente gli interessi e le condizioni dei clienti. Il mio personale parere è che la versione dell’art. 120 modificata dal d.l. 91/2014 era di gran lunga migliore di quella ancora attuale introdotta nel 2013. Tuttavia, probabilmente, si è preferito accontentare la vulgata secondo cui la nuova versione del TUB ipotizzata nel 2014 avrebbe “impopolarmente” agevolato le banche. La realtà è che si sono introdotte una serie di complicazioni e spese di sviluppo tecnologico che, non solo non aiuteranno a ridurre i costi alla clientela, ma renderanno meno semplici (e quindi trasparenti) le relazioni tra clienti e banche. Se non vogliamo nasconderci dietro un dito, nella pratica, accadrà semplicemente che ogni banca registrerà gli interessi al 31/12 su un partitario e dopo 60 giorni, una volta esigibili, li addebiterà sul c/c (con specifica previsione contrattuale siglata dal cliente in tal senso). Sarebbe, certamente, stato molto più facile - e meno oneroso - stabilire che gli interessi avrebbero dovuto capitalizzarsi con periodicità annuale e non infrannuale. L’unico vantaggio per il cliente rispetto alla semplice capitalizzazione annuale è che ora guadagnerebbe 60 giorni di valuta sull’addebito degli interessi…ma a quale prezzo? Ovviamente si tratta di un testo ancora in bozza ma considerato che la consultazione dovrebbe concludersi il 23/10/2015, in attesa che l’ABI faccia la sua parte, per essere pronti il prossimo 1 Gennaio ogni Banca è chiamata ad attrezzarsi.

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