Capital markets, NPL
02/11/2020

NPL: i dubbi del CESE sul mantenimento delle misure di svalutazione nel contesto emergenziale

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE), che riunisce i rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro e di altri gruppi d’interesse (es. consumatori) dell’UE, ha pubblicato un parere relativo al pacchetto di modifiche per supportare la ripresa dei mercati di capitali per facilitare la ripresa economica a seguito della pandemia da Covid-19 proposto dalla Commissione europea.

Il pacchetto proposto dalla Commissione interviene con modifiche specifiche e semplificatorie su quattro importanti provvedimenti di regolazione bancaria e finanziaria: la direttiva sugli strumenti finanziari (MiFID II), il regolamento sul prospetto, il regolamento sulle cartolarizzazioni e il regolamento sui requisiti patrimoniali (CRR).

Le proposte della Commissione perseguono tutte un’effettiva semplificazione della documentazione riguardante gli investimenti al fine di ridurre gli oneri amministrativi, liberando così risorse da investire in una pronta ripresa economica.

Con particolare riferimento alle proposte in materia di cartolarizzazione dei crediti deteriorati, continua il CESE, le proposte della Commissione tendono a introdurre una disciplina specifica per le esposizioni deteriorate, con l’obiettivo di differenziarle sotto alcuni aspetti da quelle dei crediti in bonis. Tuttavia, occorre rilevare come l’intero quadro normativo sui crediti deteriorati oggi vigente presenti delle rigidità che possono fortemente impattare sull’economia reale, in particolare sulle PMI, soprattutto nell’attuale contesto economico minato dalla pandemia.

Si fa riferimento in particolare al “NPLs Backstop regulation”, che impone delle svalutazioni dei crediti deteriorati secondo una tempistica stringente e che valorizza poco (o addirittura per niente) il reale valore economico delle garanzie su questi stessi prestiti.

Se tale quadro appariva difficilmente compatibile con la realtà del mercato secondario di crediti deteriorati precedente alla pandemia, è facile immaginare come esso potrà essere ancora più problematico nel contesto economico post-pandemia.

È quindi opportuno che le curve di accantonamento previste dal regolamento Backstop siano, almeno temporaneamente, sospese o ricalibrate. Sottolineiamo inoltre che la regola del “past due” di 90 giorni dovrebbe essere temporaneamente allentata per l’emergenza Covid-19, in modo da evitare l’impatto sociale negativo di una tempistica così serrata.

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