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Banca e Finanza - Autorità di vigilanza
05/12/2018

Manipolazione del mercato: termine per la contestazione dell’illecito da parte della CONSOB

Cassazione Civile, Sez. II, 27 settembre 2018, n. 23387 – Pres. Petitti, Rel. Criscuolo

In tema di procedura sanzionatoria prevista dall’art. 187 septies TUF, in conseguenza del reato di manipolazione del mercato ex art. 187 ter TUF, la Suprema Corte si è posta in continuità con i principi già espressi da Cass. SS.UU. n. 5395/2007 e ribadisce che la discrezionalità, che pur deve essere riconosciuta alla CONSOB nella individuazione del tempo necessario per completare la fase delle indagini, nell’ambito del procedimento sanzionatorio, non può tramutarsi nella concessione di una sorta di arbitrio. La sua azione, anche in tale campo, deve essere ispirata all’esigenza di assicurare una ragionevole tempestività nel doveroso bilanciamento tra le esigenze dell’amministrazione e l’interesse della parte indagata a non vedere procrastinata in maniera irragionevole la propria sorte.

Così, il termine per la contestazione dell’illecito decorre dal momento in cui la CONSOB risulti in grado di adottare le decisioni di sua competenza, senza che si possa tener conto di ingiustificati ritardi, derivanti da disfunzioni burocratiche o artificiose protrazioni nello svolgimento dei compiti assegnati a tale organo: il dies a quo del termine previsto per la contestazione coincide con il momento in cui l’Autorità abbia acquisito e valutato tutti i dati indispensabili i fini della verifica dell’esistenza della violazione.

In particolare, non è giustificabile il protrarsi delle indagini per anni, in attesa degli esiti delle indagini nell’ambito del parallelo procedimento penale, nella pretesa attuazione dell’art. 187 decies TUF.

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giurisprudenza/banca-e-finanza/autorita-di-vigilanza/manipolazione-del-mercato-termine-contestazione-illecito-consob

VDS. SEGNALAZIONE DEL 29 settembre 2018 ore 11,30 ..............

Cass. civ. - 2° sez - Sentenza n. 23387/2018 del 27 settembre 2018 - Tardività contestazioni e sanzioni Consob - Inesistenza di una regola di pregiudizialità tra accertamenti amministrativi e quelli penali. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Per la Suprema Corte - in relazione al ricorso avanzato da Consob a proposito della cd. “vicenda derivati” di Italease - la discrezionalità, che pur deve essere riconosciuta all'amministrazione nella individuazione del tempo necessario per completare la fase delle indagini, non può tramutarsi nella concessione di una sorta di arbitrio, dovendo la sua azione essere ispirata all'esigenza di assicurare una ragionevole tempestività nel doveroso bilanciamento tra le esigenze dell'amministrazione e l'interesse della parte indagata a non vedere procrastinata in maniera irragionevole la propria sorte.--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Recisamente confutato l’assunto difensivo della ricorrente Consob, per la quale al fine di non intralciare l'attività dell'autorità giudiziaria penale, la Consob sarebbe tenuta ad astenersi dall'istruire il procedimento amministrativo. Infatti, secondo gli Ermellini, con tale prospettazione si pone di fatto una regola di pregiudizialità tra accertamenti amministrativi e quelli penali, e ciò in contraddizione con la regola che prevede che nel caso in cui ricorrano i presupposti, debbano applicarsi in maniera concorrente la sanzione penale e quella amministrativa (sia pure nei limiti del principio del ne bis in idem) e soprattutto con quanto previsto dall'art. 187 duodecies del TUF, il cui disposto prevede che “II procedimento amministrativo di accertamento e il procedimento di opposizione di cui all'articolo 187-septies non possono essere sospesi per la pendenza del procedimento penale avente ad oggetto i medesimi fatti o fatti dal cui accertamento dipende la relativa definizione”.------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Il riferimento alla nozione di procedimento penale, denota chiaramente – evidenzia la Suprema Corte - che lo svolgimento delle indagini preliminari non consente di sospendere l’attività istruttoria dell’autorità amministrativa, di modo che, in assenza della deduzione di una specifica situazione che giustifichi l’attesa degli esiti delle indagini penali, non è censurabile quanto affermato dalla Corte distrettuale che ha negato che il solo richiamo al principio di collaborazione potesse legittimare una stasi di un intero anno da parte della Consob.-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Donato Giovenzana – Legale d’impresa ---29 settembre 2018 ----------------------------------------------

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