Saggi e Discussione
14/07/2020

Conversione in legge del decreto liquidità e tassi massimi dei «piccoli» prestiti garantiti dal Fondo PMI. A proposito delle lett. m e m bis art. 13 legge n. 40/2020

Aldo Angelo Dolmetta

1.- Nel fissare il tetto massimo del «prezzo» dovuto dal debitore a fronte dei mutui coperti dal Fondo per le PMI (crediti di fascia più bassa e garantiti per il 100%), il decreto liquidità ha prescritto l’applicazione di un «tasso di interesse che tiene conto della sola copertura dei soli costi di istruttoria e di gestione dell’operazione finanziaria e, comunque, non superiore al tasso di Rendistato con durata residua da 4 anni e 7 mesi a 6 anni e 6 mesi, maggiorato della differenza tra il CDS banche a 5 anni e il CDS ITA a 5 anni, come definiti dall’accordo quadro per l’anticipo finanziario a garanza pensionistica di cui all’art. 1, commi da 166 a 178 della legge 11 dicembre 2016, n. 231, maggiorato dello 0,20 per cento» (art. 13, comma 1, lett. m.).

Data una simile articolazione, la formula è stata ovviamente giudicata «complicatissima e involuta», «oggettivamente comprensibile solo in ambienti fortemente iniziatici e invece muta per gli altri»[1]. Si è anche aggiunto che, a ben vedere, la formula risulta di traduzione pratica quasi impossibile - ovvero vaga (specie in punto di parametro spread Cds) -, astratta dal parametro dei costi di istruttoria e gestione, a cui pure la legge la collega, nonché dalla concreta durata dei crediti a cui si riferisce. Nei fatti, la formula è apparsa un riuscito esercizio di non competenza del legislatore (inteso, per l’appunto, nei termini di persona fisica e redattore tecnico della frase normativa).

Quest’ultimo, peraltro, ha un poco corretto il tiro in sede di conversione in legge del decreto, adottando una diversa formula, che – tenuto fermo il necessario riscontro ai soli costi di istruttoria e di gestione – è andata a fissare il cap del prezzo dei crediti in discorso sul «tasso del rendimento medio dei titoli pubblici (Rendistato) con durata analoga al finanziamento, maggiorato dello 0,20 per cento».

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