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Giurisprudenza

Violazioni delle regole di concorrenza: il parere dell’avvocato non salva l’impresa dall’infrazione

18 Giugno 2013

Corte di Giustizia UE, Grande Sezione, 18 giugno 2013, C-681/11

Con sentenza del 18 giugno 2013, C‑681/11, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha enunciato i seguenti principi di diritto relativi alla corretta interpretazione dell’articolo 101 TFUE in materia di concorrenza tra imprese.

L’articolo 101 TFUE deve essere interpretato nel senso che un’impresa che abbia violato tale disposizione non può sottrarsi all’inflizione di un’ammenda qualora l’infrazione in parola abbia origine in un errore della medesima impresa quanto alla legittimità del proprio comportamento a motivo del contenuto di un parere giuridico di un avvocato o di quello di una decisione di un’autorità nazionale garante della concorrenza.

L’articolo 101 TFUE nonché gli articoli 5 e 23, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, del 16 dicembre 2002, concernente l’applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli [101 TFUE] e [102 TFUE], devono essere interpretati nel senso che, se viene dimostrata l’esistenza di un’infrazione all’articolo 101 TFUE, le autorità nazionali garanti della concorrenza possono, in via eccezionale, limitarsi a constatare tale infrazione senza infliggere un’ammenda nel caso in cui l’impresa di cui trattasi abbia partecipato a un programma nazionale di clemenza.


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