ESMA ha pubblicato una seconda nota tematica sulle dichiarazioni relative alla sostenibilità relative ai prodotti finanziari (sustainability claims), incentrata sull’uso di termini ESG nelle comunicazioni di marketing rivolte agli investitori al dettaglio, da parte dei partecipanti al mercato.
L’integrazione e le esclusioni di termini ESG in riferimento ai prodotti finanziari possono assumere significati diversi a seconda dei partecipanti al mercato: la mancanza di trasparenza nell’uso di questi termini comporta un notevole rischio di greenwashing per gli investitori.
L’obiettivo della nota non è quello di definire queste strategie, ma di invitare gli operatori di mercato a chiarire il significato che attribuiscono loro quando vi fanno riferimento: analogamente alla prima nota tematica sulle credenziali ESG, questa pubblicazione offre consigli pratici su cosa fare e cosa non fare quando si fanno dichiarazioni di sostenibilità, illustrati attraverso esempi concreti di buone e cattive pratiche basati su pratiche di mercato osservate.
Le informazioni sulla sostenibilità continuano ad assumere un’importanza crescente nelle scelte degli investitori: gli operatori di mercato hanno la responsabilità di comunicare le informazioni sulla sostenibilità in linea con il principio di “informazioni corrette, chiare e non fuorvianti“.
Le dichiarazioni di sostenibilità sono correlate agli aspetti chiave del profilo di sostenibilità di un’entità o di un prodotto, e sono formulate dai partecipanti al mercato lungo tutta la catena del valore degli investimenti sostenibili (SIVC), in particolare dagli emittenti, dai gestori di fondi, dagli amministratori di indici di riferimento e dai fornitori di servizi di investimento.
Data la natura complessa delle informazioni sulla sostenibilità, i partecipanti al mercato che formulano dichiarazioni di sostenibilità, usando termini ESG nelle proprie comunicazioni di marketing relative a specifici prodotti finanziari, rischiano che tali dichiarazioni siano interpretate in modo errato e che gli investitori siano indotti in errore, indipendentemente dal fatto che ciò sia o meno intenzionale da parte del partecipante al mercato.
In linea con il report 2023 di ESMA sul greenwashing, in cui sono state osservate pratiche positive e negative, la nota spiega e chiarisce quindi le aspettative ESMA nei confronti dei partecipanti al mercato quando formulano dichiarazioni di sostenibilità, avvalendosi della comprensione comune di alto livello delle autorità europee di vigilanza e delle caratteristiche fondamentali del greenwashing.
Gli operatori di mercato dovrebbero familiarizzarsi con i quattro principi riportati di seguito per l’affermazione di sostenibilità, al fine di garantire che tutte le affermazioni siano chiare, corrette e non fuorvianti, evitando così il rischio di greenwashing.
I quattro principi sono in linea con quelli stabiliti dal parere EIOPA del 2024 e dalla relazione finale EBA sul greenwashing: non creano nuovi obblighi di informativa, ma mirano a ricordare ai partecipanti al mercato la loro responsabilità di formulare dichiarazioni solo nella misura in cui siano chiare, corrette e non fuorvianti.
Tali principi e le seguenti linee guida incluse nella nota pubblicata da ESMA si applicano alle comunicazioni orali e scritte non regolamentari, denominate “comunicazioni”, come i materiali di marketing e le relazioni volontarie.
I principi sono i seguenti:
- accuratezza: le dichiarazioni di sostenibilità dovrebbero rappresentare in modo equo e accurato il profilo di sostenibilità dell’ente e/o quello dei suoi prodotti finanziari
- accessibilità: le dichiarazioni di sostenibilità dovrebbero basarsi su informazioni facilmente accessibili e consultabili dai lettori e con un livello di dettaglio adeguato affinché siano comprensibili
- fondatezza: le dichiarazioni di sostenibilità devono essere comprovate da ragionamenti, fatti e processi chiari e credibili; la comprova deve basarsi su metodologie (compresi confronti, soglie o ipotesi sottostanti) che siano eque, proporzionate e significative.


